I dati impietosi dell'Istat: nuovo record del tasso di disoccupazione

A essere più colpiti i giovani tra 15 e 24 anni

pubblicato il 28/02/2014 in Economia da a cura della redazione
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a cura della redazione

I disoccupati arrivano a quota 3,3 milioni. È l'impietoso dato diffuso oggi dall'Istat sul tasso di disoccupazione di gennaio attestatosi al 12,9%. Si tratta della percentuale più alta da quando, nel 2004, si è iniziato a effettuare il rilievo mensile. 
Altra cifra record riguarda la disoccupazione che della fascia d'età che va dai 15 ai 24 anni: raggiunge il picco storico del 42,4% (i giovani in cerca di lavoro sono 690mila). Nel 2013 gli occupati sono scesi di 478mila unità rispetto all'anno precedente. Per l'Istat si tratta dell'anno peggiore dall'inizio della crisi. 

L'altro aspetto impietoso è quello che emerge sulla distribuzione della crisi: circa la metà dei disoccupati risiede nel Mezzogiorno (un milione 450mila).

Cresce, nel frattempo, il numero delle persone che non cercano più lavoro perché scoraggiati da una ricerca vana. Nel 2013, la media, è di circa 1 milione 790mila, con una crescita dell'11,6%. 

Se i disoccupati crescono ancora, non va meglio per quanto riguarda il lavoro precario. Nella media del 2013 il numero degli impiegati a tempo determinato è sceso di circa 197mila unità in un anno attestandosi a quota 2 milioni e 611mila. Preoccupante anche il numero dei dipendenti a tempo indeterminato: -190mila unità.

RENZI - Dopo la pubblicazione di questi dati, Matteo Renzi ha twittato: «La disoccupazione è al 12,9%. Cifra allucinante, la più alta da 35 anni. Ecco perché il primo provvedimento sarà il JobsAct #lavoltabuona».

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