Internazionalizzazione dell’imprenditoria femminile

Webinar per la conoscenza dello stato di fatto e delle possibilità di sviluppo dell’internalizzazione per le donne imprenditrici

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 11/07/2021 in Economia da maria luisa abate
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maria luisa abate

Nell’ambito di Phenomena si è svolto sabato 10 luglio un Webinar informativo seguito, in presenza e online, da tante persone interessate all’argomento: Internazionalizzazione dell’imprenditoria femminile.

L’evento è stato organizzato dalla Camera di Commercio di Chieti e Pescara con la fattiva opera di Maura di Marco segretaria del Comitato Imprenditoria Femminile di cui è Presidente Luciana Ferrone nota imprenditrice pescarese.

L’importanza di questo Webinar è l’obiettivo di conoscere e valutare le difficoltà che incontrano le donne alla internazionalizzazione e digitalizzazione delle proprie imprese.

Luciana Ferrone ha aperto il Webinar parlando della difficoltà che incontrano tante imprese e soprattutto quelle a conduzione femminile di accedere alla internazionalizzazione e digitalizzazione.

“I processi di internazionalizzazione delle imprese sono molto importanti – ha detto Luciana Ferrone- anche e soprattutto per contestare lo strapotere delle multinazionali che, oltre a capitali importanti, sono molto agevolate dal punto di vista fiscale”

parlando poi della manifestazione Phenomena che si svolge contemporaneamente nella sala D’Annunzio dell’ex Aurum, ha elogiato chi ha lo ha organizzato e fortemente voluto.

“L’evento che si svolge, nella sala D’Annunzio dell’AURUM, è molto importante per far comprendere quali sono le eccellenze imprenditoriali del territorio e la capacità delle donne di essere imprenditrici a tutto tondo”.

Phenomena, che apre la sua prima edizione con esposizione dal 9 all’11 luglio 2021, è una manifestazione organizzata dall'Agenzia ICE per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane all’interno del Piano Export Sud 2, ed è un evento espositivo e di incontri di affari. Lo scopo è quello di promuovere incontri B2B tra le aziende italiane partecipanti e i buyer esteri. Si sostanzia in una vetrina espositiva nata per coinvolgere e promuovere le imprese al femminile nei settori del Fashion, del Food e del Design. Michela Di Zio, organizzatrice della manifestazione, Paola Pelusci, project manager di ICE, sono intervenute per parlare della manifestazione che ha visto la partecipazione di 60 imprese e 40 buyer.

Il Webinar di sabato 10 luglio, è stato un giusto completamento culturale a tutta l’organizzazione espositiva in quanto non è la sola produzione o le proprie capacità imprenditoriali a far diventare importante e commercialmente valida un’azienda, ma è la conoscenza delle regole del mercato che sono di supporto al successo.

Per sapere di quanto la conoscenza e la consapevolezza fanno il successo di un’impresa, la dott. Rita Bonucchi ha parlato della propria esperienza di imprenditrice e docente.

“Il ruolo delle donne nell’impresa è sicuramente più difficile di quello che intraprendono gli uomini. Non dobbiamo subire un modello di management creato al maschile, ma bisogna utilizzarne uno creato per le donne. Ci sono risorse per l’internazionalizzazione e giacimenti infiniti per la creazione di imprese. Tema generale di imprese al femminile è che bisognano di essere sbloccate e più digitalizzazione c’è nell’internalizzazione e più c’è la possibilità che hanno le donne imprenditrici di sbloccarsi. Purtroppo molta partecipazione al femminile non c’è e care donne esagerate un po’ e abbiate pazienza, se vedete qualche sorrisetto ironico, di qualcuno che non crede nella riuscita, sulla impresa da avviare o già avviata. Le donne devono essere bravissime ad utilizzare tutto quello che è offerto come istruzione, innovazione. Nell’ambito dell’internazionalizzazione le donne possono saltare alcuni lucchetti, bisogna domandarsi se c’è una problematica di genere e quali ruoli sono previsti per e donne nel ruolo Internazionalizzazione”

Ma c’è realmente una problematica femminile in questo campo? Si è chiesta Rita Bonucchi.

“Nelle imprese oggi c’è una situazione stratificata con generazioni con diverso imprinting, ruoli dirigenziali maschili, ma con evoluzioni fatte da donne. Dobbiamo essere molto coraggiose non permettere che solo alcuni ruoli sono per le donne, ma che tutti i ruoli possono essere fatti dalle donne. Attualmente nelle aziende c’è una struttura, così detta a mille foglie, con persone che lavorano nell’azienda con esperienze, età e conoscenze diverse e bisogna chiederci come oggi si impara in azienda e questo è un problema per l’Internazionalizzazione. Da varie fonti non stiamo molto bene a livello femminile con il 135 donne dirigenti e un tasso di occupazione del 46%. Nelle aziende ci sono persone uscite da un pari percorso formativo, ma senza avere possibilità di diverso impegno lavorativo di donne e uomini e con fortissimo divario retributivo a sfavore delle donne. Le donne non devono avere paura e devono imparare a chiedere un giusto compenso retributivo. L’imprenditoria femminile quando non si richiude in attività leggere è per l’innovazione. Il Covid ha cambiato le cose e ci ha fatto sapere come possiamo lavorare con la digitalizzazione. Nel 2020 il lavoro in lontananza ha prodotto risparmi sulle spese di viaggio e di rappresentanza che hanno, di fatto, cambiato la prospettiva del lavoro di tornare a viaggiare con un mix diverso e con nuove modalità.  Altro grande problema che si evidenzia nelle imprese è la competenza linguistica molto scarsa e scadente. Dopo aver studiato per 5 anni di lingua alle scuole superiori non si ha la capacità di comprendere la lingua e anche questo fa parte dell’Internazionalizzazione, i macelli linguistici sono enormi, ma le donne sono superiori in quanto abituate ad essere precise anche nell’apprendimento”.

Il livello linguistico degli imprenditori è molto scadente e non si comprende che un errore contribuisce a creare un’immagine sbagliata e a nulla vale se il prodotto è buono, ben impacchettato, ma con una traduzione nelle spiegazioni errata. Il cliente che non parla l’italiano non comprende e non si sforza di capire e, semplicemente, non accetta il prodotto. In sostanza, ha detto la Bonucchi, tutti dobbiamo lavorare sulle competenze linguistiche.

Altra consapevolezza è sapere che, oggi, non tutto si svilupperà così come ci siamo sviluppati noi seguendo e apprendendo da persone già presenti nell’azienda e i giovani certamente non si svilupperanno come ci siamo sviluppati noi.

Molto importante è ancora la consapevolezza che ogni impresa ha una quantità di dati che a volte non conosce o non utilizza. I dati sono il nuovo petrolio e pensiamo che siano solo le grandi aziende ad averli invece non è così bisogna lavorare con un RCM dove archiviare tutte le informazioni che avvengono anche alla presentazione in azienda. Conoscere il parere e anche il giudizio negativo di chi in qualsiasi modo è venuto a contatto con l’impresa è molto importante per la programmazione presente e futura.

Per l’Internazionalizzazione non bisogna cercare qualche cosa di super moda con macchinari informatici di ultima generazione, in tutto il mondo c’è la protesi che ognuno ha ed è lo smartphone che tutti portano con sé e che si sviluppa in tutto il mondo con varie modalità dai Paesi più ricchi a quelli più poveri.

“Il nostro sito -ha aggiunto Rita Bonucchi- deve essere fruibile sempre da ogni dispositivo fisso o mobile anche se non dell’ultimo modello. Ci sono paesi dove si lavora solo in network e trovare professionalità online nei grandi portali e non è, necessariamente, dietro l’angolo. Per l’Internazionalizzazione è importante e necessario essere sempre presenti online in qualsiasi modo. Il lavoro è questo: stare sempre attenti ed in linea e la conoscenza di che cosa è stato fatto e si fa nel mondo allarga lo spettro della conoscenza e dà la possibilità alle aziende di programmare il lavoro”

Altra cosa importante è utilizzare tutto quello che ci offre la rete e bisogna guardare dall’alto la giungla delle informazioni e per stare nell’Internazionalizzazione bisogna a volta modificare il modello di business.

“Ma che cosa significa Internazionalizzazione? Ad aggiungere al nostro paniere altri strumenti che ci permettono di entrare in altri Paesi, non fermatevi al puro export il vostro made in Italy diventa più importante all’estero con l’internalizzazione. Bisogna essere attenti e considerare ogni tipo di agevolazione e considerare anche l’azione più strategica dell’Internazionalizzazione per predisporre piani di comunicazione e di marketing. Nella programmazione bisogna individuare delle priorità e non pensare che si possa fare tuto. Le decisioni devono essere azioni dando un seguito alla dichiarazione d’intenti. Seguirà poi il controllo con il monitoraggio delle azioni fatte per sapere che cosa sia andato bene, come migliorare l’approccio alle informazioni utilizzando meno azioni quantitative a vantaggio di quelle più qualitative. Altra cosa essenziale è la pianificazione con una selezione dei territori di altri Paesi, dove promuovere il proprio prodotto prendendo in considerazione spese e tasse del Paese dove vogliamo agire al fine di avere sicurezza del prodotto da promuovere”.

Dopo l’interessante e complessa lezione della dott. Rita Bonucchi, il Segretario generale della Camera di Commercio degli Emirati Arabi, Mario Marzocchi, ha parlato della presenza delle donne in quei Paesi e della possibilità di avviare nuove imprese per le donne italiane.

La presentazione di Giovanni Marcantonio dell’Azienda Speciale di Sviluppo Camera di Commercio Chieti Pescara con il tema “I servizi camerali per l’internalizzazione delle Imprese”, ha fatto conoscere l’importanza di tale realtà che ha aiutato tante imprese sia a trovare i fondi necessari sia ad avviare con successo l’attività nel campo non facile dell’Internazionalizzazione.

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