Il capitale umano priorità dei CEO nelle aziende di successo

Il 54% dei CEO italiani ha come priorità il benessere dei dipendenti. Nel 2020 il 66% ha potenziato lo smart working

pubblicato il 03/02/2021 in Economia da Giorgio Nadali
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Giorgio Nadali

Di Giorgio Nadali

Questo è il momento per fare il punto in un modo completamente nuovo. Sia che gli impatti di COVID-19 diminuiscano da qui o persistano, il 2020 è stato un punto di svolta drammatico. Mai prima d'ora l'intero pianeta ha riconfigurato il suo comportamento simultaneamente, partecipando a blocchi, quarantene e allontanamento sociale forzato. Per le aziende e i governi, le implicazioni sono state estreme, con ipotesi e piani radicalmente modificati. Dall'Asia alle Americhe, lo status quo è svanito sia all'interno che tra i settori. Il futuro è più oscuro che mai, ma presenta sia nuove opportunità che nuovi rischi. Per comprendere meglio questo momento singolare, l'IBV Institute for Business Value (IBV) ha lanciato il suo più ampio progetto di ricerca di Chief Executive Officer (CEO) mai realizzato. Basandosi su quasi 20 anni di studi in C-suite, l'IBV ha raccolto le opinioni di oltre 3.000 CEO e dei leader più anziani del settore pubblico in tutta l'economia e in tutto il mondo, integrando la propria profonda esperienza con quella di Oxford Economics, un leader nella previsione globale e nell'analisi quantitativa. Inoltre, IBV ha selezionato manualmente due dozzine di CEO per interviste estese ed esclusive che approfondiscono gli atteggiamenti mentali, i temi e le sfide con cui i leader più importanti sono alle prese in questo momento. Quello che abbiamo imparato è straordinario. Abbiamo scoperto sorprese che aprono gli occhi che riflettono quanto sarà senza precedenti la prossima era, con nuove priorità e nuove aree di interesse. Dalle aspettative emergenti sul lavoro a distanza all'adozione tecnologica accelerata, le principali pratiche di ieri e le esigenze di domani sono tutt'altro che allineate.

"COVID-19 ha cambiato il modo in cui guardiamo al futuro", afferma il CEO Fernando González di CEMEX, leader globale nel settore dei materiali da costruzione. “Abbiamo iniziato a mettere in discussione e sfidare tutto. I metodi tradizionali di pianificazione sono obsoleti. Percepiamo ogni ora, ogni giorno, ogni settimana e reagiamo ad essa. " Come afferma il CEO e presidente Mark Little di Suncor, la più grande azienda energetica del Canada, facendo eco a quasi tutti i CEO che abbiamo intervistato: "Non torneremo mai indietro". La questione centrale e generale di questa nuova era: cosa servirà per essere essenziale - a clienti, dipendenti, comunità e investitori? I CEO con cui abbiamo parlato hanno sottolineato in modo quasi uniforme che concentrarsi sui margini più acuti delle loro attività, ciò che differenzia le loro organizzazioni e offre il maggior valore, è diventato l'imperativo generale. Dal caos è nata la chiarezza: sbarazzarsi di diversivi e indulgenze, sradicare "la tradizione per amore della tradizione" e sfruttare i vantaggi distintivi. Ciò vale esternamente, nei prodotti e servizi, nonché internamente. Chi è essenziale per la tua organizzazione e cosa è essenziale per il funzionamento della tua attività? Sebbene molte delle nostre scoperte fossero davvero straordinarie, abbiamo anche scoperto che un ridimensionamento, concentrandosi sulle basi, può essere altrettanto importante quanto ci muoviamo oltre l'interruzione COVID in qualsiasi cosa venga dopo

Un nuovo Studio di IBM (NYSE: IBM) Institute for Business Value (IBV) rivela che per la maggior parte dei CEO la priorità per i prossimi anni sarà la gestione del capitale umano – inteso come forza lavoro.

L’edizione più recente evidenzia come i CEO più performanti – a capo di aziende che hanno registrato nei tre anni precedenti una crescita di fatturato maggiore rispetto ad aziende similari – siano focalizzati su talento, tecnologia e partnership per guidare lo sviluppo nel post-pandemia.

Un luogo di lavoro “ibrido” e innovativo

La maggior parte dei CEO ha riferito che l’obiettivo principale del 2020 è stato quello di potenziare la forza lavoro remota. Una delle principali sfide dei prossimi anni sarà quella di gestire una forza lavoro distribuita: lo pensa il 50% dei CEO di successo, contro il 25% di quelli che hanno ottenuto performance inferiori rispetto ai loro pari negli ultimi tre anni.

"La pandemia di COVID-19 ha imposto a molti leader di focalizzarsi su ciò che è essenziale, come le proprie persone" ha dichiarato Mark Foster, Senior Vice President IBM Services. “Le aspettative di molti dipendenti nei confronti dei loro datori di lavoro sono cambiate in modo significativo. La gestione della forza lavoro distribuita richiede l’adozione di tecnologia agile e modelli di leadership più empatici, oltre che la promozione di una cultura flessibile e inclusiva". 

Inoltre, il 77% degli amministratori delegati più performanti a livello mondiale e il 54% dei CEO italiani riferiscono che daranno la priorità al benessere dei dipendenti anche se ciò può influire sulla profittabilità a breve termine dell’azienda, rispetto al 39% di quelli meno performanti, il che riflette la particolare attenzione che i top manager di successo hanno nei confronti delle proprie risorse.

Secondo IBM, i leader aziendali dovrebbero cogliere l’opportunità di offrire un ambiente di lavoro ibrido nel lungo periodo, che si traduce nel dotare i dipendenti di strumenti digitali e abilitati dal cloud per favorire la collaborazione, prevenire il burnout (crollo psicologico) e promuovere la cultura aziendale con attenzione alla diversità e all'inclusione.

  • Dimissioni volontarie: nell’ambito di un’altra indagine IBV, "Find your essential", condotta su oltre 14.000 consumatori a livello globale, un dipendente su quattro ha affermato che sta pensando di cambiare lavoro nel 2021 citando tra le motivazioni principali la necessità di un orario di lavoro più flessibile o la sede.
  • Diversity: solo il 17% dei CEO intervistati ha classificato la diversità e l'inclusione tra i criteri organizzativi più importanti per coinvolgere i dipendenti. Sopra la media i CEO italiani, con il 24%.

Soluzioni tecnologiche scalabili e flessibili

Lo studio ha anche rivelato che la maggioranza dei CEO intervistati crede nel potenziale offerto dalla tecnologia, quale fattore chiave in grado di influire positivamente sul business negli anni a venire, soprattutto dopo un 2020 particolarmente complesso.

Cloud, AI e IoT sono considerati da tutti i CEO le tecnologie capaci di avvantaggiare le proprie organizzazioni. Anche i CEO italiani mostrano apprezzamento verso queste tecnologie: IoT 79%, Cloud 73%, AI 48%. Tuttavia, più del doppio dei CEO più performanti sono convinti che la sfida principale attualmente sia costituita dalle fondamenta tecnologiche alla base del business.

Crescente importanza delle partnership

Secondo lo studio IBV, i CEO di maggior successo ripongono grande fiducia nelle partnership: il 63% di essi ritiene che la collaborazione in ottica di ecosistema possa influire positivamente sulle performance aziendali, contro la metà dei CEO meno performanti. Poter contare su una rete di partner, inoltre, permette a ciascuna organizzazione di esprimere al meglio le proprie competenze e capacità, favorisce il confronto e dà impulso all’innovazione.

IBM evidenzia che con il crescere della consapevolezza dei CEO su come le loro organizzazioni possano contribuire ad affrontare sfide globali, come il cambiamento climatico, gli ecosistemi saranno in grado di svolgere un ruolo determinante nel generare una trasformazione nel lungo termine. 

Lo Studio IBV include anche alcuni consigli su come in questo momento si possa cogliere l’opportunità di focalizzarsi su ciò che può essere essenziale per il successo: scegliere piattaforme tecnologiche flessibili e scalabili come l’open hybrid cloud, investire nel benessere delle risorse, stringere partnership e adottare un approccio di open innovation.

Metodologia

Lo Studio “Find your essential” è stato realizzato, in collaborazione con Oxford Economics, attraverso interviste a 3.000 amministratori delegati di quasi 50 paesi operanti in 26 settori. I risultati dello studio sono stati messi in relazione con quelli di analoghe ricerche sui CEO che IBM ha condotto negli ultimi 20 anni.

 

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