L'analfabetismo finanziario

Un male nascosto ma dagli effetti rimarchevoli

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 11/05/2020 in Economia da Giuseppe Ferraro
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Giuseppe Ferraro

Fino ad alcuni decenni fa, una delle piaghe che affliggevano il Bel Paese era l'analfabetismo, fonte di numerosi problemi per chi ne era afflitto. Poi, con il miglioramento delle condizioni economiche e l'innalzamento del livello scolastico generale, questa tara è praticamente scomparsa. In verità oggidì ci sarebbe da considerare anche l'analfabetismo funzionale, ma questa è un'altra storia. Purtroppo, un'altra forma di analfabetismo mina la qualità della vita generale, ed è quello finanziario. La media della popolazione, a parte i professionisti del settore come investitori, traders, laureati in Economia, dirigenti bancari etc., non possiede nemmeno le basi elementari della conoscenza finanziaria necessaria per sopravvivere decentemente in una società complessa come quella attuale. In più, vigono incontrastate convinzioni dannose date per scontate e logiche, ma che sono del tutto errate, come il concetto di maggior rischio per maggior rendimento, il considerare un investimento l'acquisto della casa per abitarci, fare debiti per acquistare beni di consumo soggetti a veloce svalutazione e molte altre. Già grazie a  queste sole dannose credenze la prosperità di una persona o di una famiglia è messa a rischio. Finché va tutto bene il castello resta in piedi, ma in occasione di crisi generalizzate o personali mostra tutta la sua precarietà. Andando oltre, a causa della continua connotazione negativa data dai mass-media al mondo della finanza, la maggioranza si tiene alla larga dall'apprendere concetti fondamentali  come il padroneggiamento del calcolo degli interessi, il rapporto rischio/rendimento, il concetto di debito cattivo e debito buono, il funzionamento delle banche in genere, il significato di Spread, la reale funzione delle agenzie di rating, solo per fare alcuni esempi. Pertanto, quando si apre un conto bancario o si chiede un prestito, sovente si firmano i documenti senza leggerli ("tanto non si capisce niente di quello che c'è scritto"), accettando clausole contrattuali che sono ad esclusivo vantaggio della Banca. Avendo un minimo di competenza invece, si potrebbero ottenere condizioni migliori o valutare le proposte di un altro istituto bancario o creditizio. La cosa interessante è che per ottenere una migliore capacità di gestione delle proprie finanze non è necessario compiere lunghi e tediosi studi, ma è sufficiente apprendere una certa quantità di concetti fondamentali facili da ricordare. Ciò può cambiare in maniera radicale le prospettive del proprio bilancio. Un tempo non era facile appropriarsi di certe conoscenze, invece oggi la Rete, le librerie e le biblioteche traboccano di materiale, basta andarselo a guardare.

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