Cosa non funziona oggi nella salute e sicurezza sul lavoro?

Risponde Veronica Bonanomi – BCL Salute e Sicurezza

pubblicato il 03/03/2020 in Economia da Giorgio Nadali
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Giorgio Nadali

di Giorgio Nadali

In questi anni all’interno di realtà aziendali consapevoli, si sono moltiplicate le figure ed i ruoli che si occupano di garantire il successo lavorativo non solo dal punto di vista giuridico bensì da quello qualitativo.

Risponde Veronica Bonanomi – BCL Salute e Sicurezza

In Italia aumentano le morti sul lavoro: 3 al giorno. Strage negli ultimi 7 mesi: 599 vittime. Cosa ne pensa?

In Italia abbiamo un grandissimo problema culturale legato ai morti sul lavoro. La verità è che non abbiamo la percezione dei numeri, non ci rendiamo conto che è una strage da guerra civile, non ne parliamo correttamente quindi non ce ne preoccupiamo. Invece, dovremmo capire che quei numeri ci riguardano. Il 2018 è stato marchiato come Annus Horribilis, con 1133 decessi. Ma a me non piace la conta finale, perché le migliaia si usano per le grandezze, per i litri o i chilometri, non per le vite umane. Bisogna mettere in chiaro che si tratta di tre persone al giorno, e che quelle tre persone sono un problema di tutti perché sono tre madri, padri, figli, fratelli o sorelle che si sono svegliati al mattino per andare al lavoro – proprio come tutti noi – e non torneranno mai più a casa.

Come nasce Business Consulting Lovers?

BCL nasce da una sfida: la sfida di dimostrare che si può mettere il cuore nel lavoro di tutti i giorni. Questo vale sia per chi lavora con noi sia per le persone che incontriamo. Dieci anni fa, l’intento di dimostrare che esiste una Brianza che lavora anche con il cuore e non solo con il fatturato, ci siamo lanciati nel mondo delle PMI locali per rivoluzionare il loro approccio ai temi della salute e della sicurezza. Così è arrivato il concetto di Lovers, di persone appassionate a cui piace sognare. Col tempo abbiamo capito che tutta Italia in realtà sogna di lavorare in un posto sano, sicuro e felice. Così abbiamo trovato la chiave di volta: rinnovare il modo di fare formazione, comunicare in maniera non convenzionale, sfidare lo status quo regalatoci dalla legge 626 e da anni di normativa cogente iper tecnica. Ci abbiamo messo la faccia, le emozioni e mettiamo ancora oggi i lavoratori al centro. 

Cosa non funziona oggi nella salute e sicurezza sul lavoro e perché?

Oggi ci si attiene sempre e solo alle regole e alle procedure, discutendo di leggi e cavilli burocratici e nient’altro. Sia chiaro, è sacrosanto applicare le normative tecniche con precisione: da ingegnere, sono innamorata dei numeri e dei protocolli e li considero la strada maestra che ci guida nella scelta. Da soli, però, non possono funzionare. Se dimentichiamo il lato umano dei numeri, dimentichiamo di parlare il linguaggio delle persone che devono pur sempre capire le regole. Bisogna imparare ad adattare i messaggi e lavorare sulla comunicazione delle regole, perché queste ultime sono necessarie ma non sufficienti per influenzare i comportamenti e cambiare una cultura.

Cosa offrite per le procedure che garantiscono la salvaguardia dell'ambiente?

L’ambiente oggi è sulla bocca di tutti, ma in pochi hanno davvero chiaro cosa si intenda per salvaguardia, o ancor più per sostenibilità. Noi offriamo servizi di risk assessment e definizione degli obiettivi strategici che fotografano lo stato di fatto e assicurano che l’azienda sia compliant rispetto alla normativa, che ha risvolti penali immediati e non indifferenti. Tutto questo senza dimenticare il senso più profondo delle normative ambientali, che va ben oltre i confini dell’azienda o del Paese che la ospita, perché riguardano il futuro del Pianeta. 

Quali situazione incontrate quando avviate un intervento formativo in un'azienda?

In un primo momento, spesso la popolazione aziendale ha l’impressione che la formazione sia una perdita di tempo e soldi, perché affronta soltanto concetti noiosi e incomprensibili. Ergo, meglio non investire in formazione, o farlo soltanto quando si è obbligati. Grazie alle modalità differenti e creative che utilizziamo, però, la percezione cambia e la diffidenza si trasforma prima in curiosità, poi in entusiasmo. Da oggetti passivi di norme e regole, diventano lavoratori attivi e partecipi nella tutela della salute e della sicurezza.

Esistono differenze sulla sicurezza sul lavoro nel Nord, Centro, Sud e Isole?

Le differenze principali sono proprio le persone, che hanno storie diverse, vivono e lavorano in contesti differenti e hanno micro-culture del lavoro diverse. Capire, conoscere ed esplorare queste differenze può essere la chiave migliore per approcciare la strategia di cambiamento o applicare le novità. In ogni caso, la legge resta la strada maestra a cui ci atteniamo per analizzare e interpretare i diversi casi.

Cos'è e cosa offrite per lo smart working?

Adoro lo smart working, personalmente trovo che la più affascinante evoluzione del lavoro che ho avuto modo di affrontare, applicare, studiare e approfondire. Secondo alcune stime, un dipendente in smart working risparmia in media 1.300 euro l’anno ed evita di percorrere 2.400 km, il che equivale a piantare 18 nuovi alberi (fonte: Variazioni Srl). Non sono i robot a restituirci il tempo libero: siamo noi che, facendo evolvere la nostra concezione di lavoro, ci regaliamo tempo per inventare nuove idee e nuove tecnologie. Su 100 ore risparmiate, 25 sono investite nel lavoro e il resto lo dedichiamo a stare in famiglia, studiare, investire su noi stessi e sul nostro talento. Se abbiamo fiducia nelle persone possiamo scoprire nuove strade. Questa è la visione che condividiamo con quelle aziende illuminate che stanno avviando progetti di Lavoro Agile. Con loro costruiamo percorsi di formazione e facilitazione verso le nuove modalità di lavoro e, col supporto di partner specializzati, applichiamo le nuove tecnologie digitali per misurarne i risultati a suon di numeri, dati di produttività e redditività.

Perché un corso sul benessere organizzativo?

Cos’è il benessere? Che differenza c’è tra un posto di lavoro in cui sto bene e uno in cui mi sento protetto e al sicuro? Ecco da dove nasce l’ostinazione a parlare di benessere organizzativo accanto ai più classici temi di salute e sicurezza. Noi ci occupiamo delle persone, rivolgendoci a quelle funzioni aziendali che organizzano il loro tempo. Ci piace immaginare aziende che si prendono cura delle loro persone attraverso attività, comportamenti, percorsi formativi che siano incentrati sul loro benessere a tutto tondo.

 

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