Preoccupzione della Fabi per i lavoratori di UniCredit. Raffa (Fabi): “Il prossimo business plan minaccia di penalizzare il Sud”

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 30/11/2019 in Economia da Filippo Virzì
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Filippo Virzì

“Unicredit non continui a penalizzare i territori più deboli, ormai mancano pochi giorni e la nostra preoccupazione aumenta”

E’ quanto dichiara il Coordinatore di  FABI-SICILIA, Carmelo Raffa.

"Si avvicina sempre più  martedì  3 dicembre,-  afferma Raffa -   data in cui Unicredit presenterà a Londra il nuovo piano industriale del Gruppo per i prossimi tre anni e noi temiamo che Mustier e gli amministratori del Gruppo penalizzino ancora una volta il centro sud e la nostra Regione".

"Nell’ultimo periodo Unicredit e le altre Banche - spiega il sindacalista -  non hanno avuto alcun scrupolo  sopprimendo decine e decine di sportelli principalmente al Centro sud e nella nostra Regione.

E’ stato evidenziato dall’ANCI Sicilia che circa 100 comuni in Sicilia sono stati privati di sportelli bancari e l’assemblea Regionale Siciliana ha approvato due mozioni per invitare Unicredit e le altre Banche a non persistere in questo errore che favorisce anche la desertificazione territoriale".

"Temiamo, -  prosegue il sindacalista della FABI,  che gli amministratori della prestigiosa Azienda di Credito nelle scelte penalizzino ancora una volta il Centro Sud e la nostra Regione.

Rammentiamo che decine e decine di filiali  sono stati già chiuse negli ultimi anni e che oltre 100 comuni siciliani sono  privi di uno sportello bancario".

"Non possiamo, - continua Raffa - , sottacere al fatto che da oltre 11 anni gli organici nell’isola sono stati falcidiati attraverso esodi anticipati e pensionamenti di circa 2.000 unità lavorative e di converso sono stati assunti cifre che in percentuale corrispondono ad un prefisso telefonico e “auspichiamo che Unicredit inverta la propria strategia e cominci veramente ad assumere, approfittando degli incentivi previsti dalle leggi vigenti, i Sicilia e nelle zone più deboli del paese".

"Se invece,  - conclude il coordinatore regionale FABI,- Unicredit prospettasse rigidità e chiusure alle istanze del sindacato, bene ha fatto la  Segreteria Nazionale della FABI a preannunciare che il piano Unicredit se lo gestisca in proprio e non si aspetti la firma dell’Organizzazione ma anzi forme incisive di protesta".

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