Banche. Audizione dei sindacati per la tutela del territorio dalla desertificazione dell'isola

La FABI preannuncia iniziative di sensibilizzazione e divulgazione nell'isola

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 02/10/2019 in Economia da Filippo Virzì
Condividi su:
Filippo Virzì

Si  è svolta  mercoledì 2 ottobre, in Commissione Legislativa Permanente “Attività Produttive” dell'ARS, un’audizione dei rappresentanti sindacali del settore credito FABI, FISAC-CGIL, FIRST CISL, UILCA e UNISIN in merito alle problematiche legate al ridimensionamento degli organici che sta interessando il settore bancario in Sicilia alla presenza del Presidente Orazio Ragusa, e con l’importante partecipazione dell’Assessore regionale dell’economia , Gaetano Armao, il quale ha dato il giusto peso alla convocazione.

L’audizione si è aperta con l’intervento del Coordinatore regionale della FABI Sicilia, Carmelo Raffa che ha dichiarato, “molti comuni sono isolati a causa della chiusura delle agenzie bancarie, il servizio bancario è fondamentale per colore che ci lavorano e per tutte le comunità alla pari degli uffici postali, rileviamo che 89 comuni in Sicilia sono scoperti, tanto stando attuando le banche aiutate dallo Stato e che raccolgono il denaro e poi abbandonano il territori”. “I canali evoluti delle banche con i loro piani di digitalizzazione – spiega Raffa – se vanno per il Nord non vanno bene per il Sud, si concretizzano con il taglio esclusivo del personale, trascurando il rapporto diretto con gli utenti, l’assistenza delle filiali e del personale è determinante al fine di una reale funzione sociale sul territorio”.

“Molte banche locali sono nate per combattere il fenomeno dell’usura, – aggiunge Raffa – il personale è carente e le assunzioni sono state ridotto all’osso, malgrado esistono delle leggi particolari che agevolano l’occupazione, quindi che si utilizzino pure, la FABI chiede un impegno serio da parte della regione nel prendere contatto con gli istituti di credito, a tutela dei livelli occupazionali pertanto il potenziamento dei servizi stessi, non si può arricchire il nord a discapito della Sicilia”.

Anche il deputato regionale Emanuele Dipasquale del PD, ha dato il suo contributo, anticipando che l’interrogazione parlamentare presentata dal Partito Democratico sulla desertificazione delle agenzie nell’isola, sarà discussa a breve prima in aula.

Per Giuseppe Gargano Segretario Generale UILCA Sicilia, “a livello nazionale nel 2018 la percentuale di chiusura di sportelli bancari è stata del 7% e la flessione degli organici nel sistema del 2,8%, mentre in Sicilia la contrazione di sportelli è stata del 10% ed i bancari sono diminuiti del 6,38%. I fenomeni nazionali che avvengono nell’ambito del Credito in Sicilia si amplificano determinando l’abbandono del territorio e dei siciliani, rendendo più difficile lo sviluppo ed aprendo preoccupanti scenari in cui potrebbero essere protagonisti ‘soggetti’ diversi dalle banche.”

Gli fa eco il Segretario Regionale Unisin (Unità Sindacale Falcri – Silcea – Sinfub), Antonio Li Causi, “abbiamo condiviso la difficoltà delle sindacato a fronte dei tanti accordi firmati, per l’esodo dei lavoratori più anziani, si registra infatti lo squilibrio tra le uscite, che spesso interessano la popolazione bancaria siciliana, e le assunzioni previste, quasi mai in Sicilia. La nostra regione sconta altresì il progressivo depauperamento delle professionalità e dei centri decisionali delle banche. Condividiamo le iniziative del governo Regionale che mirano ad una interlocuzione diretta con ABI per la comunicazione dei piani di dismissione sportelli.

Abbiamo infine condiviso l’ importanza di una ristrutturazione del settore regionale dei confidi che può sbloccare la stretta creditizia attuale conferendo un ruolo al governo regionale”. “Abbiamo con l’ABI, un’interlocuzione diretta – ha detto l’Assessore Armao – ma dobbiamo dire che la deregolamentazione del sistema bancario ha generato purtroppo la libera chiusura degli sportelli bancari, per cui riteniamo sia indispensabile un piano di sviluppo per il Sud, ad ABI abbiamo chiesto anche di sapere per tempo la chiusura degli sportelli” L’assistenza ai clienti è indispensabile in Sicilia – ha aggiunto Armao – dettata dal livello di alfabetizzazione informatica di cui non tengono conto le banche al Sud, con dei tempi di adattamento da parte dell’utenza allo stato attuale impossibile” “E’ uno spopolamento drammatico,- replica Armao – da qui al 2065, dobbiamo intervenire in tempo, non possiamo purtroppo impedire alle banche di chiudere le agenzie, ma possiamo contrastare lo spopolamento dei piccoli paesi, convincendoli ad un piano di dismissione condiviso, chiederemo ad ABI un incontro per appurare se c’è in atto una discriminazione nei confronti della Sicilia ”. “Oltre al fenomeno della liquidità trasferita continuamente dagli istituti bancari dal Sud al Nord, lanciamo un grido d’allarme per gli NPL, i crediti deteriorati – ha concluso Armao – le banche li hanno cartolarizzati quindi venduti a società esterne, all’interno dei crediti deteriorati ci sono anche garanzie reali e personali, per questo siamo molto preoccupati per il futuro degli imprenditori, dei lavoratori e della gente comune, per noi resta vitale e determinante il credito agevolato per le imprese e per il tessuto sociale”. 

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password

Video in evidenza