Bancari. I salari garantiti da un contratto fra i migliori in Italia, grazie all’opera dei sindacati

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 13/09/2019 in Economia da Filippo Virzì
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Filippo Virzì

Articolo tratto dal periodico FABI Uni-Inform
n. 8 agosto/settembre 2019
di Filippo Virzì ⇒

La media di tutti i comparti nazionali evidenzia un ritardo con le economie più avanzate. 

Le Banche, nonostante la crisi e qualche scivolone di troppo, continuano ad assicurare ai loro dipendenti i migliori stipendi lordi, con poco più di 42mila euro. 

E’ quanto emerge da uno studio pubblicato da una controllata del Gruppo Adecco. 

Dietro al settore bancario e dei servizi finanziari, si piazzano rispettivamente al secondo e al terzo posto, il farmaceutico-biotecnologico, con 40.219 euro, e l’oil&gas, con poco meno di 38mila euro. 

Più dietro gli altri settori, compresi quelli più tecnologici, come ingegneria e telecomunicazioni, per una media nazionale di 29.400 euro. 

A chiudere la classifica, fra i settori presi in considerazione, il comparto hotel, bar e ristorazione, con circa 23.700 euro. 

Lo studio prova anche a guardare a ciò che succede fuori dai confini nazionali: l’Italia è indietro rispetto alle economie più avanzate, in particolare quelle economie forti sotto il profilo finanziario, ma in linea con le medie che si registrano nel Mediterraneo, magra consolazione considerato che l’Italia rappresenta e si pone come il ponte di collegamento fra l’Europa e l’Africa. 

Un motivo in più per ribadire che intanto la buona tenuta degli stipendi dei bancari è dovuta sicuramente alla forte azione unitaria esercitata dal sindacato, il quale è stato in grado di garantire negli ultimi rinnovi contrattuali la tenuta degli stipendi ma anche dell’occupazione, creandone in talune circostanze anche di nuova. 

Ricordiamoci che la retribuzione salariale dei bancari è spesso sbilanciata, si tende spesso a confondere, è un luogo comune, il bancario con il banchiere. Ma sono proprio i faraonici ingaggi della fascia inerente al management ad incidere pesantemente sul costo del lavoro. Management spesso autore di scelte aziendali scellerate, di piani industriali deliranti, con gravi responsabilità oggettive mai punite, nonostante le gravi perdite causate in termini di recupero del credito erogato con leggerezza. 

Da qui il passo verso contenziosi apocalittici è breve. 

Contenziosi spesso maturati in sofferenze conclamate, poi cedute a società esterne, talvolta poco 

ortodosse nelle procedure e con l’unico obiettivo di guadagnare con il recupero del credito 

vantato nei confronti del debitore. I cosiddetti UTP (Unlikely To Pay), le probabili inadempienze su mutui e prestiti da parte dei debitori insolventi, si aggiungono ora ai più conosciuti crediti deteriorati (NPL), generando fenomeni non solo economici ma anche dai delicatissimi risvolti sociali, dal momento che, insieme alle banche, coinvolgono anche una parte della clientela. 

Proprio qui la funzione del sindacato è determinante, ed oggi la “sentinella” vigile è proprio il sindacato della FABI, garante di un reale recupero salariale dei bancari nell’imminente rinnovo contrattuale e garante di una giustizia sociale e del fattore umano, elementi che sembrano essere stati oramai dimenticati dai grandi gruppi bancari.

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