Focus Banche, FABI: continua calo NPL, via crucis imprese per prestiti 

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 23/08/2019 in Economia da Filippo Virzì
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Filippo Virzì


di Paolo Tavella. (LaPresse)

Le sofferenze non sono più un problema per le banche italiane che in tre anni hanno ceduto crediti deteriorati per  123  miliardi di euro. Ma l'eccesso di garanzie richieste rappresenta un ostacolo per le imprese alla ricerca di credito, spesso impegnate in una vera e propria via crucis per ottenere il risultato. Tanto è vero che in un anno lo stock di prestiti è diminuito di 45 miliardi, pari a una riduzione del 6,37%: a giugno 2019 il totale dei crediti si attestava a 658 miliardi contro i 703 miliardi di giugno 2018.
Il quadro è descritto in uno studio della FABI che mette anche in luce che crescono i coefficienti patrimoniali dei singoli istituti e dal 2016 al 2018 sono migliorati solidità, patrimonio e fondi propri.E a commento di questi dati il segretario generale FABI Lando Maria Sileoni traccia un bilancio ma chiede precisi impegni: "Il settore bancario italiano, che è definitivamente uscito dal tunnel della crisi, deve ora impegnarsi per sostenere le economie dei territori rendendo più facile, snello ed efficace l'accesso al credito, oggi rallentato da un eccesso di garanzie richieste visto che talvolta, per un prestito si arrivano a chiedere garanzie fino a cinque volte superiori l'importo iniziale. Non vengono quasi mai finanziate le idee degli imprenditori, così come invece avviene nelle banche degli Stati Uniti e dei paesi anglosassoni". 
Serve quindi uno scatto in più, sottolinea Sileoni "Il ritorno costante agli utili, la crescita dei coefficienti patrimoniali e la svendita dei crediti deteriorati hanno ripulito i bilanci e riposizionato il settore tra i migliori in Europa. Ora le banche non hanno più alibi per non dover cambiare attraverso un nuovo modello di banca che sia concretamente più attento ai territori e alle economie locali".

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