Unicredit. Sileoni (FABI), “Mustier giù la maschera”

Per il leader della FABI serve un impegno serio, che gruppo resti a baricentro italiano

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 07/08/2019 in Economia da Filippo Virzì
Condividi su:
Filippo Virzì

di Filippo Virzì 

«Per la prima volta siamo d’accordo con Jean Pierre Mustier, quando afferma che ogni anno nel gruppo Unicredit c’è un turn over naturale di 2.500 naturali uscite di personale: vuol dire che dai futuri tagli inseriti nel piano industriale andranno sottratte proprio le uscite con turn over. Fino a oggi non è stato così. In ogni caso, siccome è ospite nel territorio italiano, Mustier deve prendersi un impegno serio con i lavoratori, con la clientela e con le forze politiche che Unicredit rimarrà a baricentro italiano. Inoltre, il signor Mustier parla di “speculazioni”, ma dovrebbe avere ben chiaro che i veri speculatori sono quelli che non ci mettono la faccia, manovrano da dietro, ma finanziano le varie operazioni di aumento di capitale. Le vere speculazioni sono i barbari tagli del personale per arrivare a utili e dividendi importanti per gli azionisti. Il fondo esuberi di settore è una conquista sindacale del 1999 e, a quell'epoca, Mustier non gestiva il gruppo Unicredit. Le uscite di personale “socialmente responsabili” sono una conquista del sindacato unitario. In Europa il 70 per cento degli oltre 400.000 posti di lavoro in meno sono licenziamenti. Ci dica Mustier se in Europa il gruppo Unicredit licenzierà». Lo afferma il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, commentando la relazione semestrale del gruppo Unicredit e le dichiarazioni dell’amministratore delegato, Jean Pierre Mustier.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password