Do Bank tutto quel che un’azienda non deve essere, i sindacati dichiarano lo sciopero nazionale

Una vertenza senza precedenti, i sindacati sul piede di guerra contro Do Bank a tutela dei diritti dei lavoratori

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 24/06/2019 in Economia da Filippo Virzì
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Filippo Virzì

di Filippo VIRZI'

I sindacati dei bancari scendono in campo coesi contro le violazioni perpetrate da Do Bank.

In un’azienda che ha dichiarato utili per oltre 50 mln €, che distribuisce agli azionisti ben il 70 % dell’utile, laddove l’A.D.   Mangoni   risulta sulla stampa specializzata  per essere con 4,9 mln di € il secondo C.E.O. più pagato del settore,  l’unica soluzione proposta ai sindacati è stata quella di perseguire con pervicace arroganza gli obiettivi aziendali di riduzione del Personale attraverso l’uscita obbligatoria dei Lavoratori, ben oltre il numero complessivo dei Lavoratori con requisito pensionistico per l’accesso al Fondo di Solidarietà .

Come se non bastasse  da quel che si apprende da fonte sindacale, Do Bank  vuol procedere alla chiusura di numerose filiali, ipotizzando in alternativa  al trasferimento in altra sede dei lavoratori con distanze inaccettabili rispetto all’originaria residenza lavorativa.

“Una  politica di licenziamenti collettivi, di questa portata nel settore    - dichiarano in una nota unitaria  FABI –  FISAC CGIL – FIRST CISL- UILCA - UNISIN -  non si era mai vista,  ed ancora un atteggiamento così arrogante, inconcludente e socialmente pericoloso”.

Il percorso proposto dalle OO.SS  prevede la Difesa e tenuta dell’Area Contrattuale del Credito, il volontarietà per l’accesso alle prestazioni del Fondo di Solidarietà,  la tenuta occupazionale con la stabilizzazione, nel tempo, di tutti i Lavoratori con contratto a T.D.

Inoltre strumenti attivi di conciliazione tempi di vita-lavoro per scongiurare la mobilità discrezionale dei Lavoratori presso tutti i Poli oggetto di chiusura ( Firenze – Lecce – Perugia – Messina – Reggio Calabria – Brescia – Padova),  ma tutto ciò concludono  i sindacati malgrado le buone intenzioni  – “è stato integralmente rigettato dall’azienda, la cui unica intenzione, finalmente svelata, è semplicemente quella di avere mani libere per perseguire i propri obiettivi,  la pazienza, la tenacia, il senso di responsabilità dei sindacati  sono stati vanificati dall’arroganza, la protervia e da una cieca visione d’insieme dell’azienda, che, nonostante i risultati di eccellenza , non ha altra strategia che imporre uscite obbligatorie, chiusura dei Poli c.d. Minori e discrezionale e minimale gestione delle assunzioni dei giovani in azienda”.

Alla  luce della gravissima situazione maturata i sindacati unitariamente  hanno anche inviato a Unicredit  una formale lettera di diffida con riferimento all’accordo del 12.06.2015, al fine dell’attivazione delle garanzie in esso contenuto e adesso pienamente violate da Do Bank,   dichiarando  una giornata nazionale di sciopero che si terrà venerdì 28 giungo 2019, con sit-in e presidi in tutto il territorio italiano.

Le Segreterie Nazionali hanno confermato il loro sostegno ai lavoratori coinvolti, garantendo il loro sostegno e ogni tutela, anche legale, dei diritti individuali.

 

 

 

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