Autonomie regionali e unità nazionale

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 04/04/2019 in Economia da maria luisa abate
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maria luisa abate

2 aprile 2019, organizzato dalla CNA Abruzzo, presso la sala convegni delle Torri Camuzzi in Pescara, si è tenuto un interessante incontro su un tema di attualità relativo a: Autonomia regionale differenziata e coesione nazionale: quale futuro per l’Abruzzo delle imprese?
Relatore il prof. Gianfranco Viesti dell’Università di Bari e interventi del Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e del Direttore regionale della CNA Graziano Di Costanzo.
Il prof. Viesti ha aperto i lavori parlando del rischio che esiste sulla cosiddetta autonomia differenziata che porterebbe alcune regioni ad avere una ricchezza superiore rispetto ad altre creando così una disparità che avrebbe come scenario finale Regioni ricche e Regioni povere.
Come è possibile che ciò possa cadere? A questa importante domanda il prof. Viesti ha risposto mostrando gli scenari possibili che una legge in itinere porterebbe portare facendo venire meno la coesione nazionale.
Quali per la Regione Abruzzo le conseguenze e gli scenari possibili?

Il prof. Viesti ha pubblicato numerosi studi sull’argomento e da tempo ha dato l’allerta per le conseguenze che le autonomie di alcune regioni potrebbero avere sulle altre.
A fare richiesta di autonomia sono state le regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna ed il Governo dovrebbe concludere con ognuna di esse un’intesa da sottoporre alle Camere che, peraltro, avrebbero come possibilità un’approvazione o un dissenso senza poter intervenire con argomentazioni in materia.
Il problema vero non è certamente il solo percorso istituzionale, ma la sostanza è la ricaduta dell’autonomia regionale sui cittadini e sulle imprese. Infatti, uno scenario che si potrebbe prevedere è il mancato trasferimento di adeguate quote da parte dello Stato con la conseguenza di arricchire Regioni già ricche ed impoverirne altre già povere.
I campi maggiormente sensibili a tale nuova distribuzione delle risorse economiche sono Sanità, Scuola, Beni Culturali cioè tutti i campi essenziali per la vita di una Regione.

Il Presidente Marsilio, nel suo intervento, ha evidenziato che per una Regione come l’Abruzzo un’autonomia fatta in tale modo potrebbe essere molto negativa. L’Abruzzo è una Regione piccola e sostanzialmente povera anche se ha un territorio bellissimo ricco di arte cultura ed enogastronomia. La Regione Abruzzo, non avendo un’economia forte come quella delle tre Regioni che hanno chiesto l’autonomia, avrebbe un futuro povero e difficilmente potrebbe riuscire ad espandersi e far valere le proprie importanti peculiarità.

Graziano Di Costanzo concludendo i lavori ha voluto ribadire come nella Costituzione Italiana sia sancita a tutti i livelli l’uguaglianza dei cittadini e di quanta disparità, invece, avrebbe un’autonomia così organizzata con il mantenimento delle ricchezze creando una vera e propria Secessione dei ricchi.
Il convegno è stato presentato e moderato dal giornalista Carmine Perantuono direttore di ReteOtto. Presenti in sala molti rappresentati dell’imprenditoria artigiana, dirigenti della CNA Regionale e Provinciale e della CNA Impresa Donna.

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