Italiani sempre più cauti nei loro investimenti: lo confermano i dati di Assogestioni

È questo ciò che è emerso in modo piuttosto netto dai dati presentati da Assogestioni

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 20/03/2019 in Economia da Elena Vertignano
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Elena Vertignano

Gli italiani sono sempre più cauti nella gestione dei loro risparmi, di conseguenza sono sempre meno propensi ad effettuare degli investimenti finanziari contraddistinti da un certo rischio. È questo ciò che è emerso in modo piuttosto netto dai dati presentati da Assogestioni, Associazione italiana delle società di gestione del risparmio. Quest’associazione è specializzata appunto in risparmio gestito, ed è quindi utile ricordare cos'è il risparmio gestito e perché è denominato in questo modo.

Che cosa significa "risparmio gestito"?

Si può parlare di risparmio gestito quando un risparmiatore affida dei capitali più o meno consistenti a un istituto di credito affinché il medesimo possa farli fruttare. Come noto i risparmi possono fruttare denaro attraverso gli interessi, ed è proprio questa la ragione per cui chi possiede della liquidità è spinto ad affidarsi a dei professionisti. Il semplice deposito bancario, ovvero il conto corrente, non offre alcun interesse, fatta eccezione per alcune tipologie di conti con liquidità vincolata, ovvero i cosiddetti conti deposito, di conseguenza gli investimenti finanziari possono essere un’opportunità molto valida per far fruttare i propri risparmi. C’è tuttavia da considerare un aspetto: mentre i soldi depositati in un conto corrente sono assolutamente protetti laddove l’istituto bancario aderisca al Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi (garanzia massima di 100.000 euro per singolo conto), non si può dir lo stesso per gli investimenti finanziari: per quanto essi possano essere sicuri, infatti, il capitale è sempre da considerarsi a rischio, dunque l’eventualità che vada perduto non può essere esclusa. È proprio questa la ragione che sta spingendo molti risparmiatori ad optare per altre forme di investimento, o addirittura a rinunciare all’idea di vedersi riconoscere un interesse.

Il forte calo registrato nel 2018

Assogestioni ha infatti rilevato che nel 2018 l’ammontare complessivo delle masse del risparmio gestito è stato pari a 9,9 miliardi di euro, una cifra di gran lunga inferiore a quella dell’anno precedente, quando si avvicinò addirittura ai 100 miliardi di euro. La conferma del fatto che gli italiani siano più propensi a depositare i propri soldi in dei semplici conti correnti proviene dall’Associazione Bancaria Italiana ABI, la quale ha rilevato, nell’anno appena conclusosi, un aumento dei depositi bancari del +2,4%. Delle novità molto interessanti hanno riguardato anche le tipologie di investimento finanziario per cui optano i risparmiatori che si affidano al risparmio gestito: sono in calo investimenti piuttosto tradizionali quali fondi azionari e obbligazionari, mentre crescono fondi monetari e bilanciati.

Cosa può esserci alla base di questa tendenza

Ma come si spiega un’inversione di tendenza così netta in un lasso di tempo oggettivamente breve, quale appunto un anno? I fattori alla base di tale trend potrebbero essere molteplici, come ad esempio il fatto che la crisi economica nel nostro paese è ancora tutt'altro che superata, ad ogni modo è verosimile immaginare anche che tra i più importanti vi sia il fatto che l’investitore medio sia oggi molto più informato rispetto la passato. La piena consapevolezza del fatto che simili tipologie di investimento possono comportare la perdita del capitale, infatti, può aver spinto alla prudenza molti risparmiatori, e a prescindere da quali siano le loro scelte è evidente che un’informazione più approfondita sia fondamentale. A tal riguardo può aver giocato un ruolo importante il web: negli ultimi tempi si sono affacciati alla rete molto siti Internet interessanti quali Esperto del Risparmio, il cui indirizzo è espertodelrisparmio.com, allo stesso modo le informative che le banche devono proporre ai loro clienti sono divenute molto più rigorose. Anche le semplici pubblicità dei prodotti finanziari, peraltro, oggi devono specificare che il capitale investito è da intendersi a rischio, e anche questo può aver influito su questo trend.

Investire non è sbagliato, ma è fondamentale essere informati

Con questo, ovviamente, non si vuol affermare che affidarsi al risparmio gestito sia una soluzione sconsigliabile, tutt’altro. Tantissimi istituti bancari italiani offrono delle formule di investimento finanziario molto fruttuose, le quali garantiscono peraltro livelli di sicurezza elevati. Affidarsi al risparmio gestito può essere un’ottima soluzione; ciò che va evitato è che i risparmiatori sottoscrivano prodotti di questo tipo senza essere ben informati delle loro peculiarità e dei rischi ad essi correlati.  

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