I rapporti tra Stati Uniti ed Europa rischiano il congelamento totale a causa di una clamorosa mossa geopolitica di Bruxelles. L'apertura a sorpresa della presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, per accogliere il Canada come "membro associato" ha fatto saltare i fragili equilibri transatlantici. Washington ha subito bollato l'iniziativa come un'intrusione intollerabile nella propria sfera d'influenza economica. Questa improvvisa escalation minaccia ora di spaccare il fronte delle democrazie alleate e di congelare i mercati finanziari globali, mentre lo spettro di nuovi dazi statunitensi terrorizza le industrie del Vecchio Continente.
La replica della Casa Bianca non si è limitata alle sole minacce verbali, ma si è già tradotta in durissime misure economiche concrete contro Ottawa. L'amministrazione di Donald Trump ha infatti firmato un memorandum per escludere immediatamente i prodotti canadesi dal sistema degli appalti pubblici civili statunitensi. Washington accusa il vicino del nord di protezionismo a causa delle politiche interne "Buy Canadian", una frizione che giunge dopo il recente collasso dei negoziati commerciali bilaterali e l'introduzione di tariffe doganali punitive fino al 50% sui beni canadesi. Al contempo, il tycoon ha avvertito che se l'operazione della UE dovesse celare intenzioni ostili verso gli Stati Uniti, la risposta americana sarà altrettanto implacabile, ventilando l'interruzione dei flussi commerciali europei.
Dal canto suo, il governo canadese vede in questa storica apertura un'occasione per diversificare i propri mercati ed emergere dal logorante scontro con i vicini americani. Il Primo Ministro canadese Mark Carney si è recato a Strasburgo per caldeggiare quella che definisce una "alleanza unica in ambito economico e di sicurezza", con l'obiettivo dichiarato di raddoppiare il commercio non-USA di Ottawa nei prossimi dieci anni. Le diplomazie canadesi hanno comunque cercato di gettare acqua sul fuoco, specificando che non si punta a una piena adesione all'Unione per evitare di cedere quote di sovranità nazionale. Sul tavolo delle trattative resta però una clamorosa novità: la possibilità per i cittadini canadesi di vivere e lavorare in Europa senza la necessità di un visto. Il discorso che il Premier Carney terrà a breve davanti al Parlamento Europeo chiarirà i prossimi passi ufficiali di Ottawa.
Il piano strategico guidato da von der Leyen punta a legare a doppio filo Ottawa al Vecchio Continente attraverso un asse blindato ad altissima tecnologia. Il progetto prevede una cooperazione strutturata che spazia dai sistemi di sicurezza cibernetica fino all'integrazione delle rispettive basi industriali della difesa, passando per delicatissimi progetti scientifici e industriali congiunti nella regione dell'Artico. Si tratta di un'intesa che tocca settori nevralgici e geograficamente sensibili, aumentando la preoccupazione di Washington che vede la nascita di un blocco concorrente integrato proprio a ridosso dei propri confini settentrionali.
Tuttavia, il vero terremoto politico si sta consumando dietro le quinte dell’Unione Europea, dove l'iniziativa ha colto di sorpresa le capitali comunitarie. Tenuti all'oscuro e non consultati, i governi di Parigi, Berlino e Roma sollevano interrogativi di natura giuridica e politica. Lo status di "membro associato" non è previsto da alcun trattato dell'Unione Europea e molti Stati membri si mostrano freddi all'idea di concedere adesioni "alla carta" a Paesi extra-europei, rendendo il percorso di ratifica tutto in salita. Nelle prossime ore sarà fondamentale capire se Bruxelles deciderà di mitigare i toni per evitare una rottura con Washington o se tirerà dritta verso un accordo destinato a ridisegnare la mappa del commercio mondiale.

