"Welfare Index PMI compie 10 anni. Dieci anni in cui questo progetto è diventato molto più di una ricerca. Dal 2016, anno del suo lancio da parte di Generali, a oggi è lo specchio dell'Italia che cambia, dell’Italia che innova e che sa stare al passo con i tempi. Un'Italia in cui le piccole e medie imprese, grazie anche a uno strumento come questo, hanno compreso una verità fondamentale: il welfare non è un costo. È un investimento. Un investimento sulle persone. E oggi investire sulle persone non è soltanto una scelta etica. È una scelta strategica che alimenta la fiducia collettiva, migliora la qualità della vita e, con esse, rafforza anche la produttività e la crescita economica. Perché il capitale più importante di ogni impresa non è finanziario. È il capitale umano". Lo ha detto la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati, intervenendo alla presentazione del Welfare Index PMI di Generali, in corso a Roma.Â
"Welfare Index PMI non si è limitato a misurare il cambiamento e a fotografare la realtà esistente. Ha contribuito a produrlo. Attraverso il confronto tra le imprese e il valore reputazionale associato ai risultati raggiunti, ha promosso una competizione virtuosa che ha spinto molte aziende a investire di più nel benessere dei propri lavoratori. E come confermano i dati, le imprese che investono in questo ambito sono anche quelle più capaci di innovare, di attrarre talenti, di trattenere i cervelli e di competere sui mercati globali. È lo stesso Rapporto Welfare Index PMI 2024 a dirlo: le aziende con un welfare più evoluto registrano tassi di crescita del fatturato pari al 46,5%, significativamente superiori a quelli delle imprese che investono meno nel benessere dei propri lavoratori", ha detto la ministra per le Riforme. Â
"Le imprese più forti, dunque, sono quelle che mettono al centro la persona. Oggi i giovani, ad esempio, non scelgono un'impresa soltanto in base alla retribuzione. Guardano alla qualità del lavoro, alle opportunità di crescita, all'equilibrio tra vita e lavoro, ai servizi e ai benefit offerti. In sintesi: guardano al progetto di vita legato a un posto di lavoro. Per attrarre e trattenere i talenti non bastano più gli stipendi. Servono imprese che investano sulla persona prima ancora che sul lavoratore. Imprese capaci di guardare ai bisogni e alle aspirazioni dei propri dipendenti, non soltanto alla loro produttività . Il welfare, dunque, fa bene ai lavoratori, ma fa bene anche alle imprese".Â
"L'eccesso di burocrazia costa oggi al nostro Paese 225 miliardi di euro l'anno. Per le sole PMI il costo è stimato in 80 miliardi. È un peso che non possiamo più permetterci. Per questo -ha sottolineato- abbiamo introdotto la legge annuale di semplificazione, entrata in vigore lo scorso novembre, che consente di contrastare in modo strutturale la proliferazione normativa e affida al Governo dieci deleghe per la realizzazione di Testi Unici nei settori strategici. La prossima legge annuale sarà dedicata in particolare alla riduzione del carico burocratico e al miglioramento del rapporto tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione. Perché semplificare non è un esercizio amministrativo. È una leva di crescita. Ed è una leva a costo zero".Â

