Panama Papers, un paradiso nascosto per fondi da tutto il mondo

Coinvolti almeno 72 capi di stato, l'Italia chiederà i file per accertare responsabilità dei contribuenti nazionali

pubblicato il 04/04/2016 in Economia da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

Oltre 214mila società offshore coinvolte nell'affaire finanziario che scuote tutte le maggiori potenze mondiali.

Non è la prima volta che vengono scoperti fondi trasferiti all'estero a nome di vip o personalità politiche rilevanti, ma stavolta è diverso grazie alla portata della scoperta: almeno 72 capi di stato, ex o in carica, secondo quanto riportato dalla BBC, sono coinvolti più o meno direttamente nel dossier pubblicato dall' International Consortium of Investigative Journalism (ICIJ) sui files dello studio legale Mossack Fonseca, specializzato in servizi finanziari offshore.

Dal presidente russo Vladimir Putin al leader cinese Xi Jinping, passando dal presidente ucraino Poroshenko, al premier inglese David Cameron come il re saudita Salman Bin Abdulaziz Al Saud e quello del Marocco Mohamed IV o l'attore cinese Jackie Chan e il calciatore Lionel Messi, il regista Pedro Almodovar, il calciatore ed ex presidente Uefa Michel Platini e il presidente argentino Mauricio Macri: questi alcuni tra i nomi eccellenti usciti dal dossier ICIJ.

I documenti digitali dai quali è scaturito il dossier sono stati ribattezzati Panama Papers, anche se il paese sudamericano in scala mondiale risulta essere solo secondo tra i migliori paradisi fiscali dietro alle Isole Vergini Britanniche, stanno scuotendo gran parte del mondo politico e finanziario mondiale non tanto perché la fuga di capitali verso mete di comodo costituisce un grave reato penale quanto perché dietro ai movimenti finanziari atti a sistemare questi fondi possono nascondersi anche operazioni non esattamente trasparenti e pulite quali il riciclaggio di denaro sporco, che può coinvolgere i grandi cartelli criminali come i maggiori movimenti terroristici globali.

Sono più di trecento i giornalisti ICIJ all'opera sui file sudamericani, il cui lavoro sta allargando a macchia d'olio l'inchiesta, coinvolgendo personalità e imprese da tutto il mondo industrializzato: per l'Italia spicca il nome di Luca Cordero di Montezemolo – tirato in ballo dall'inchiesta pubblicata da L'Espresso – come le società Ubi e Unicredit e Giuseppe Donaldo Nicosia, imprenditore latitante legato a Marcello Dell'Utri per truffa aggravata.

L'Agenzia delle Entrate è in procinto di richiedere i Panama Papers, allo scopo di ottenere i dati relativi agli italiani coinvolti, per poter attivare le indagini al riguardo della vicenda.

Intanto le reazioni internazionali non sono tardate ad arrivare: dalla Russia, dove il presidente Vladimir Putin risulterebbe direttamente coinvolto per alcuni fondi personali, parlano apertamente di Putinfobia, così il portavoce del Cremlino si è espresso in merito a quanto emerso, aggiungendo che gli autori dell'inchiesta inventano ciò che scrivono in quanto agenti al soldo degli USA.

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