Il rapporto tra evasione e riciclaggio è stretto e si alimenta reciprocamente attraverso strumenti giuridici (trust, fiduciarie, fondi patrimoniali), tecnologici (crypto-asset, Hft, sistemi di pagamento informali) e organizzativi (società zombie, imprese infiltrate dalla criminalità organizzata). L’Eurispes ha voluto affrontare il tema attraverso lo studio 'Il complesso rapporto tra riciclaggio ed evasione fiscale', realizzato nell’ambito dei lavori del Laboratorio sulle Politiche fiscali.
Il contrasto a tali fenomeni non può che avvenire in una dimensione internazionale. Il quadro normativo si è evoluto dalle prime raccomandazioni Fatf (1989) fino al più recente Aml package europeo (Direttiva 2024/1640, Regolamenti 2024/1624 e 2024/1620), che ha introdotto registri sui super-ricchi, tracciabilità degli Iban virtuali e rafforzamento dei controlli sulle cripto-attività . Il Regolamento delegato Ue 2025/1184 ha aggiornato la black list antiriciclaggio, includendo 10 nuovi paesi (tra cui Algeria, Libano, Kenya, Monaco e Venezuela) e rimuovendone 8 (tra cui Panama ed Emirati Arabi Uniti).
Oltre 100.000 imprese italiane (più del 2% del totale) risultano infiltrate da organizzazioni criminali nel periodo 2001-2020. Le imprese infiltrate operano come cartiere o società zombie, con fatturati gonfiati, costi di personale irrisori e improvvisi fallimenti. Il riciclaggio in Italia vale almeno l’1,5-2% del Pil, pari a circa 40 miliardi di euro l’anno. L’Uif (Unità di informazione finanziaria), a fronte di una dotazione di personale di circa 150-160 unità , riceve quasi 150.000 segnalazioni all’anno. I volumi di riciclaggio ammontano al 62-70% sul valore totale delle transazioni segnalate come sospette. Le prime regioni per incidenza del riciclaggio di proventi illeciti sul Pil sono le più popolose e centrali per l’economia italiana: Lombardia e Lazio. E quelle con la presenza più radicata della criminalità organizzata, vale a dire Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.
Nel primo semestre del 2025, l’Unità di informazione finanziaria ha registrato un incremento significativo delle segnalazioni di operazioni sospette (sos), ricevendone 80.930, con un aumento del 15,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’alto volume numerico delle sos è da attribuire, in gran parte, alla ripresa della propensione segnaletica da parte di banche e Poste, che hanno trasmesso oltre 7.700 segnalazioni in più rispetto al primo semestre del 2024. In parallelo, hanno inciso anche altri comparti: gli operatori del gioco e delle scommesse, i prestatori di servizi di pagamento comunitari e, in modo particolarmente marcato, i prestatori di servizi per cripto-attività , che hanno quasi raddoppiato il numero di segnalazioni rispetto al periodo precedente. Emerge dallo studio Eurispes 'Il complesso rapporto tra riciclaggio ed evasione fiscale', realizzato nell’ambito dei lavori del Laboratorio sulle Politiche fiscali.
La portata dell’infiltrazione criminale nell’economia italiana con evidenti fini di riciclaggio è significativa. La distribuzione settoriale è molto ampia. Oltre ai settori tradizionalmente vulnerabili come costruzioni, trasporti, gestione rifiuti e attività immobiliari, la criminalità organizzata è presente in modo significativo in tutti i settori dell’economia, dal manifatturiero ai servizi professionali, dall’informazione e comunicazione alle attività amministrative e di supporto.
Oggi le operazioni ad alta frequenza (hft) corrispondono all’80% del numero di transazioni e al 50% dei volumi totali sui mercati finanziari globali e presentano, in termini di velocità , una durata media di appena 81 microsecondi. Gli hft condizionano circa un terzo dell’impatto delle fluttuazioni dei prezzi e, di conseguenza, aumentano il costo della liquidità del mercato di una misura pari al 17%, in media. Oltre ai rischi sistemici (volatilità , potenziale insider trading e aggiotaggio), l’hft può 2 essere utilizzato come strumento di riciclaggio, grazie alla limitata capacità di controllo degli ordinamenti vigenti. In Italia esiste dal 2013 una tassa sulle transazioni finanziarie (ttf), ma risulta inadeguata per perimetro applicativo troppo ristretto (esclude obbligazioni, molti derivati e valute), aliquote basse e arco temporale di riferimento limitato a soli 0,5 secondi (lasciando fuori la maggior parte delle operazioni hft).
Sono sette punti proposti dall’Eurispes sui quali incentrare il contrasto ai fenomeni di evasione e riciclaggio. E' quanto si legge nello studio 'Il complesso rapporto tra riciclaggio ed evasione fiscale', realizzato nell’ambito dei lavori del Laboratorio sulle Politiche fiscali.
1) Utilizzo sempre più massivo dell’Intelligenza artificiale per il contrasto al riciclaggio, I sistemi di Ia e machine learning applicati ai big data possono rafforzare il monitoraggio delle transazioni sospette in tempo reale, migliorare il sistema di rating delle sos, sviluppare modelli previsionali per la classificazione automatica delle segnalazioni e potenziare l’identificazione dei clienti tramite biometria. Considerando che la Uif riceve circa 150.000 segnalazioni l’anno con soli 150-160 addetti, l’Ia è ormai uno strumento indispensabile.
2) Monitoraggio delle transazioni nel metaverso e su nft e criptovalute Le attività economiche nel metaverso (cessioni di nft, locazioni di asset virtuali regolate da smart contract) producono redditi reali e possono essere usate per riciclare proventi illeciti. E' necessario estendere il monitoraggio dello Stato anche a questo 'territorio virtuale'.
3) Controllo specifico sui sistemi di pagamento informali e strategia 'follow the money'. I circuiti informali (hawala, money transfer abusivi, sistemi chop/hundi) costituiscono un 'sistema bancario parallelo' che sfugge a ogni statistica e controllo. Intercettarli richiede maggiore trasparenza del mercato finanziario e politiche volte ad attrarre tali flussi verso i canali ufficiali.
4) Voluntary disclosure sui contanti. Stime dell’ex Procuratore Francesco Greco indicavano circa 150 miliardi in contanti nascosti in cassette di sicurezza in Italia e all’estero. Una voluntary disclosure potrebbe recuperare parte di queste risorse, combinando l’accertamento sintetico (che presume la provenienza illecita del contante non coerente con il reddito dichiarato) con meccanismi di autodenuncia e regolarizzazione a costo ridotto. L’accesso alla procedura dovrebbe essere riservato a proventi di natura fiscale, con esclusione dei reati a maggiore pericolosità criminale.
5) Monitoraggio delle procedure concorsuali. Le procedure concorsuali, se non gestite con attenzione, possono diventare facili strumenti per cancellare debiti tributari e responsabilità penali. L’omologa forzosa (cram down), applicata anche in caso di voto contrario dell’Erario, soprattutto in presenza di finanza esterna non 'verificata', rischia di avallare piani concordatari finanziati da capitali illeciti. E' necessario poi un raccordo più stretto tra piano tributario, penale e concorsuale.
6) Monitoraggio e tassazione delle operazioni di high frequency trading Per intercettare l’hft occorre: estendere il perimetro dei derivati tassabili, rivedere le aliquote ttf, ampliare l’arco temporale per l’identificazione delle operazioni hft a 5-10 secondi (rispetto agli attuali 0,5), abbassare la soglia del 60% oltre la quale scatta la tassazione sugli ordini cancellati e introdurre obblighi specifici di identificazione degli operatori algoritmici.
7) Contrasto all’utilizzo dell’Ia a fini di deresponsabilizzazione penale L’uso di algoritmi con componenti di Ia nell’hft o in altre attività finanziarie non può costituire uno scudo dalla responsabilità penale. La legge sull’Intelligenza artificiale (n.132/2025) ha già introdotto un’aggravante per la manipolazione di mercato. E' necessario chiarire normativamente che lo strumento Ia non muta i criteri penalistici di imputazione oggettiva e soggettiva delle condotte.

