Export/import 2015, calo a dicembre

Ne dà conto l’Istat

pubblicato il 26/02/2016 in Economia da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
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Dicembre.

Quante sono le sue gradazioni, tanti sono gli aggettivi che lo possono descrivere. Dicembrale è il suo lato sacro, solenne, spirituale; dicembrino è il suo lato romantico, strettamente connesso con l’atmosfera, e poi c’è decabrista, che descrive il suo cuore nero, violento, sovversivo. 

Il dicembre del 2015, annus (tandem) felix per i dati della nostra economia (come già ampiamente detto in altri pezzi), ci fa sorridere per l’incremento occupazionale e per altri vari indici Istat e Inps; dunque sotto parecchi aspetti è stato palcoscenico da “messa cantata” (dicembrale) per i filo-renziani e, in generale, per tutti i sostenitori delle riforme del governo. Di conseguenza, poi, la ritrovata fiducia nei destini produttivi del Paese, e quindi in un ritorno nel breve-medio periodo al benessere, ci ha fatto assaporare meglio tutta la dolcezza “dicembrina” di dicembre; eppure, a ben guardare, non è stata tutta così soffice la neve caduta dal suo cielo.

Da punto di vista economico, i lati oscuri, che ci obbligano a continuare a tenere i piedi per terra e a non dimenticare che i malesseri sociali (cioè, appunto, le tensioni decabriste) sono ancora ampiamente serpeggianti nel Paese, persistono, eccome. Vedere alla voce “esportazioni-importazioni”, per esempio: a sentir l’Istat, le esportazioni crescono in media in tutto il 2015 del 3,7% (aumento massimo dal 2012), ma a dicembre (proprio a dicembre) calano del 2,2% rispetto al mese precedente. 

Stesso discorso per le importazioni: crescono del 3,3% nell’arco di tutto l’anno ma  nell’ultimo mese fanno registrare una flessione del 3,5%.  Fortuna che, laddove langue il congiunturale, compensa il tendenziale: i dati deficitari di dicembre 2015, infatti, sono comunque lusinghieri se commisurati a quelli relativi allo stessso mese dell’anno precedente. Rispetto ad esso, infatti, abbiamo un +3% nelle esportazioni e un +3,5% nelle importazioni.

Dati grezzi ma, come si vede, tutt’altro che impietosi. Ancora meglio l’avanzo commerciale (cioè la differenza positiva tra entrate e uscite): +5,7 mld rispetto a dicembre 2014. In generale, in tutto il 2015, è di +78,7 mld.

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