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Libano, scoperta fabbrica cinture esplosive

Serviva per attacchi kamikaze

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Dietro il duplice attentato di Beirut che la scorsa settimana ha provocato l’uccisione di 45 persone e il ferimento di altre 200 c’è una vera e propria fabbrica della morte.

Più precisamente un’officina di cinture esplosive, equipaggiamento destinato ai combattenti kamikaze. In effetti sono stati proprio tre kamikaze, appartenenti alle file dell’Isis, a firmare la strage, nel quartiere sciita di Bourj al-Barajneh, roccaforte di Hezbollah nella capitale. La polizia, come riportano i media libanesi, ha localizzato lo stabilimento nel nord del paese dei Cedri.

Hezbollah  o “Partito di Dio”, movimento sciita filo iraniano, storico attore sulla turbolenta scena libanese, dal 2012 combatte anche in Siria, al fianco di Bashar al-Assad, contro Isis e al-Nusra. Un’escalation consistente della sua presenza militare (parliamo di altre 1500-2500 unità) si è avuta proprio nell’autunno del 2015: tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre Hezbollah è stato determinante, insieme ad altre forze giunte dall’Iran, per la riconquista della base aerea di Kweiris e poi del resto dells provincia di Aleppo da parte del governo di Damasco.

Quello di giovedì 12 novembre, ricorda il Sole 24 ore, è il secondo attentato di matrice isisina che  colpisce Hezbollah a Beirut: il primo, anch'esso duplice, era avvenuto, sempre con  modalità kamikaze, alla fine di giugno del 2014, nei pressi di un hotel, il Duroy. A rivendicare l’azione fu, allora, un gruppo dichiaratosi vicino al Califfato, lo Stato di Damasco-Qalamoun.     

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