Oklahoma, condanna a morte congelata per più di un mese

Il condannato aveva già usufruito di un rinvio a settembre

pubblicato il 03/10/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Richard Glossip

Congelata per 37 giorni: parliamo dell’esecuzione di Richard Glossip, che avrebbe dovuto “andare in scena” giovedì scorso nello stato dell’Oklahoma.

A decidere la sospensione è stata, naturalmente, la governatrice Mary Fallon: una mossa utile, ha spiegato la Fallon, per valutare questioni che concernono i protocolli di esecuzione della pena capitale. In questo “mese di riflessione” si tratta, in effetti, di scegliere quale cocktail usare per infliggere la “morte di Stato” al malcapitato. 

È la seconda volta, nel corso dello stesso anno, che Richard Glossip, condannato per un delitto che avrebbe compiuto nel 1997, gode di una dilazione della pena. Avrebbe dovuto subire l’iniezione letale già il 16 settembre scorso, come stabilito dallo Stato dell’Oklahoma il 29 giugno, ma poi una vera e propria rivolta di attivisti “beccariani”, con in prima fila l’attrice Susan Sarandon, ottenne un rinvio fino al 30 settembre. Poi, il giorno successivo alla scadenza, una nuova, più lunga posticipazione. Anche in questo caso non sono state ininfluenti le sollecitazioni di “piazza”, al di là delle motivazioni strettamente “tecniche”.

Scriviamo “delitto che avrebbe compiuto” perché per la maggior parte dell’opinione pubblica Glossip è in realtà innocente. Ma ha avuto la sfortuna di finire a due passi dal boia perché, come dicono i suoi sostenitori, essendo povero, a suo tempo non poté permettersi una difesa adeguata. C’è di più: ha avuto la sorte di condividere l’accusa con un uomo molto giovane, appena maggiorenne, che, data la sua età, ha potuto godere di maggiori aperture di credito giudiziarie. I fatti sono questi: diciotto anni fa l’allora diciannovenne Justin Sneed uccise barbaramente con una mazza da baseball il principale del motel di Oklahoma City presso cui lavorava, Barry Van Treese. Tra i suoi colleghi c’era anche Glossip, trentaquattro anni all’epoca, che sventuratamente era divenuto amico di quello.

Davanti al giudice Glossip era stato accusato da Sneed di essere stato il suo istigatore, in quanto, così disse il ragazzo, lo aveva convinto, offrendogli anche del denaro, che, se Van Treese non fosse morto, loro due avrebbero dovuto lasciare il posto di lavoro. Bastò questa sola testimonianza (dietro alla quale, secondo alcuni glossipiani, ci sarebbero anche pressioni della polizia) a metterlo in galera, come presunta mente del delitto, e successivamente a condannarlo a morte. Sneed, invece, l’esecutore materiale del misfatto, se la “cavò” con l’ergastolo, che sta scontando tuttora, in un carcere di media sicurezza.    

Paladini di Glossip sono, oltre alla Sarandon, suor Helen Prejean, attivista contro la pena di morte e autrice del soggetto del film Dead man walking, e il senatore Tom Coburn.

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