Cina, piano per riduzione gas serra

Azione progressiva dal 2017

pubblicato il 29/09/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Xi Jinping

Una missione salva-clima, dalla portata epocale e dagli effetti rivoluzionari.

A proporsela ora non è soltanto il solito Obama, the President of the (Green) Change, ma anche Xi Jinping, il capo di Stato cinese. E non è che Obama ne sia all’oscuro: l’ambizioso piano della Cina per un taglio progressivo delle emissioni di CO2 a partire dal 2017 si può definire anzi un vero e proprio “asse verdePechino-Washington, stretto nel corso di una visita ufficiale di Jinping alla Casa Bianca avvenuta venerdì 25 settembre.

Il New York Times, che si è avvalso come fonte di un esponente dell’amministrazione Usa, ha anticipato qualche indiscrezione tecnica sul piano per il clima  che parla mandarino, un piano “che rientra negi sforzi di Cina e Usa per spingere gli altri Paesi a seguire il loro virtuoso esempio”. Per parte sua, Pechino si impegnerà ad agire sul piano nazionale provando a mostrare quanto possa essere ancora valido, e spendibile purché usato nella direzione giusta, il principio del cap-and-trade, stabilito dal protocollo di Kyoto.

Un principio che fino ad ora non ha avuto gli effetti sperati nella maggior parte dei Paesi in cui è stato applicato: molti analisti sottolineano anzi come la sua applicazione non abbia ridotto le emissioni permanentemente , ma solo in modo temporaneo, anche grazie alla crisi che ha determinato una inevitabile contrazione della produzione delle emissioni; poi, però, con l‘uscita dalla crisi e il variare delle condizioni dell’economia, le emissioni, si teme, potrebbero riprendere e addirittura aumentare del 30%.

Del cap-and-trade a essere sotto accusa,  in modo particolare, è il suo aspetto “venale”, “mercantile”: data una soglia di emissioni (cap), ogni Stato si incarica di distribuire ai vari operatori (le industrie) delle licenze di emissione. Alla fine, l'operatore o gli operatori virtuosi che sono riusciti a mantenersi al di sotto della soglia stabilita. hanno il diritto di vendere, se vgliono (quindi di far diventare oggetto di commercio, trade), la propria licenza ad un altro operatore che voglia anch'esso abbassare la sua soglia e che, comprando la licenza, verrebbe a spendere meno che intraprendendo la vori di adeguamento strutturale.

Il problema è questo: più che un reale incentivo ad azzerare le emissioni, a lungo andare il cap-and-trade diventa un meccanismo per dividerle all'infinito, magari in porzioni sempre più piccole, tra più aziende, Una specie di sistema feudale: lo Stato centrale, che rappresenta il re nel classico schema del feudalesimo, dà la licenza ad un'azienda, che rappresenta il vassallo, il quale a sua volta genera valvassori (da cui possono derivare valvassini) avendo l'autorizzazione di dare licenze operative assolutamente equivalenti a quello dello Stato. 

Migliorare questo sistema è dunque la grande sfida di cui intende farsi carico il Dragone.

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