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Yemen, continua campagna saudita

Uccisi ribelli Houthi

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Spentisi quasi del tutto i riflettori sulla campagna anti-aerea anti-Isis di americani e alleati euro-arabi in Iraq e Siria (ma la lotta contro il Califfato è tutt’altro che finita), le luci si sono ora spostate sulla campagna aerea condotta in Yemen da  Arabia Saudita e alleati contro i ribelli sciiti, gli Houthi, e in sostegno del presidente Hadi.

L’operazione è ormai nota col nome di “Tempesta risolutiva”. Stando ai bollettini diramati dalla Coalizione, nei raid compiuti durante l’ultimo fine settimana almeno quindici Houthi sono rimasti uccisi. L’incursione aviatoria che ha portato alla mini-strage di ribelli è stata condotta contro una zona non lontana dal quartier generale della guardia presidenziale, a Sana’a: si tratta, più precisamente, della base di Al-Subaha, nella zona occidentale della città. Ė bene ricordare che, in questo delicato momento storico, lo Yemen ha due capitali: Sana’a, che sarebbe quella legittima ma al momento è diventata illegittima, essendo presidiata dalle forze fedeli a Saleh, ed Aden, dove si è rifugiato Hadi.

A Sharm El Sheikh, intanto, nel quadro del XXVI vertice della Lega Araba, la Coalizione sta tentando di darsi una struttura ancora più solida. L’idea è quella di fare dell’alleanza a guida saudita il primo nucleo di una forza militare permanente, una sorta di “Nato araba” nel Golfo, finalizzata a contrastare e prevenire offensive di natura terroristica. Tutti i partecipanti al vertice concordano sul fatto che è necessario congiungere gli sforzi contro la minaccia rappresentata dagli sciiti yemeniti, definiti “marionette dell’Iran”.

La risposta degli “amici del terrore” non si è fatta attendere: loro ai boatos di agenzia preferiscono i boati degli ordigni. E così al Cairo, praticamente in apertura di summit, una bomba è esplosa davanti alla stazione universitaria della metropolitana, provocando otto feriti, la metà dei quali agenti di Polizia. 

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