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Isis, distrutte biblioteche a Mosul

Perdite ingenti per la cultura

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Una ritorsione per aver perso la città di Kobane, ormai quasi del tutto recuperata dai peshnmerga? Di sicuro l’Isis in Iraq diventa sempre più simile ai talebani che dominavano l'afghanistan. Non è bastato agli uomini del Califfato distruggere, facendolo saltare in aria, il tratto delle antiche mura di Ninive vicino alla grande moschea di Mosul (per valore storico, l'esatto equivalente dei secolari Buddha di Bamiyan), due giorni prima della fine di gennaio. Il 1° febbraio giunge la notizia che i miliziani di al-Baghdadi si sono messi a devastare le numerose biblioteche pubbliche e private  della città,: tonnellate di libri, patrimonio della cultura letteraria, scientifica e umanistica, dell’Iraq. Il motivo? Lo stesso che li ha spinti a radere il suolo la cinta muraria assira. Si tratta di opere “profane”. “Sono libri che incitano all’infedeltà e invocano la disobbedienza a Dio. Per questo devono essere consumati dalle fiamme”, hanno dichiarato i jihadisti.
In realtà i libri non vengono solo distrutti, vengono anche sequestrati e portati via per sempre dentro camion-frigorifero (per poi magari essere rivenduti nel mercato abusivo del collezionismo). Tra le tante biblioteche di Mosul oggetto di razzia e devastazione, ci sono quella nazionale e quella dell’Università. Dalla prima è sparita definitivamente tutta la collezione dell’emeroteca, oltreché mappe e volumi di epoca ottomana. Con i libri che erano ospitati nella seconda è stato invece messo su un sontuoso spettacolo savonarolesco nella piazza centrale del campus davanti agli studenti, indignati e terrorizzati ad un tempo.       

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