Francia: individuati i killer di “Charlie Hebdo”

A Reims in corso un operazione delle forze speciali per catturare i tre terroristi

pubblicato il 07/01/2015 in Dal Mondo da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino
Courtesy Emergenza24

La notizia ancora è in attesa di conferma ufficiale da parte delle autorità, per l'arresto nel corso della serata dei tre attentatori ritenuti responsabili dell'attacco avvenuto questa mattina a Parigi contro il giornale satirico “Charlie Hebdo”. Sherif Kouachi, Said Kouachi e Hamid Mourad, i primi rispettivamente fratelli di 32 e 34 anni di età mentre l'altro sarebbe un 18enne senza fissa dimora, sono stati "identificati e localizzati" durante un'operazione antiterrorismo ancora in corso del Cign, le forze speciali francesi della Gendarmerie Nationale, nella città di  Reims. Secondo le prime indiscrezioni trapelate dal giornale francese “Liberation”, che ha dato la notizia dell'arresto poi successivamente smentita dalle autorità, che hanno parlato solo di averli "individuati", i killer provenivano dalla cittadina di Gennevilliers, a circa 30 chilometri a nord di Parigi, e i primi due hanno soggiornato a lungo in Siria prima di rientrare in Francia durante l'estate scorsa. I tre al momento dell'arresto pare ancora indossassero i completi neri con i quali avevano dato assalto nella mattina alla redazione del giornale Charlie Hebdo, provocando 12 morti e 20 feriti per poi dileguarsi a bordo di un'auto rubata, successivamente abbandonata dopo un'incidente durante il quale hanno investito un pedone per continuare la fuga a bordo di un'altra auto, preparata all'occorrenza. Alcune ore fa un'altro incidente, nel comune di Sarcelles, abitato all'interno della regione dell'Ile de France, ha provocato ulteriore allarme, dopo che un'auto ha preso fuoco di fronte ad una sinagoga, dove il sindaco è intervenuto per rassicurare sulla natura accidentale dell'evento. Manifestazioni spontanee di cordoglio e sdegno per l'attacco a Charlie Hebdo  intanto sono sorte un po' dovunque in Francia, dove resta il livello massimo di allerta per l'apparato della sicurezza, anche dopo la presunta appartenenza degli attentatori all'organizzazione terroristica Al Qaeda.

 

 

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