Usa, Obamacare alla sbarra

Per i repubblicani c’è stato abuso di potere

pubblicato il 25/11/2014 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Accuse all'Obamacare

Neanche ventiquattr’ore dopo il varo della grande riforma dell’immigrazione, Obama si trova a dover fare i conti con le accuse dei repubblicani all’Obamacare, il piano sanitario lanciato all’inizio del 2013 (ma progettato dall’inizio della sua presidenza). Il partito conservatore, fedele ad una promessa formulata già da tempo, venerdì 21 novembre ha infatti annunciato formalmente che farà causa all’amministrazione per alcuni aspetti attuativi di tale piano. L’atto accusatorio è già stato depositato presso il tribunale federale di Washington. Il primo capo di imputazione è l’abuso di potere: proprio come nel caso della legge sull’immigrazione, Obama, dicono i repubblicani, avrebbe agito con atteggiamento sostanzialmente autocratico, ponendosi al di sopra della volontà del Parlamento. Poi c’è quella strana intesa dello Stato con un certo numero di compagnie di assicurazioni, a cui sono stati promessi centosettantacinque milioni di dollari a copertura dei servizi che, proprio per effetto dell’Obamacare, dovranno offrire gratis alle persone sulla soglia della povertà: il pagamento è stato programmato in un arco di tempo di dieci anni, ma ad oggi non risulta che i fondi siano stati stanziati dal Congresso. Ma non c’è solo questa insurance company connection: la Casa Bianca, proseguono lo speaker della Camera John Boehner e i deputati della sua parte, vuole tenersi buone anche le aziende con più di cinquanta dipendenti, a cui, altrettanto abusivamente, ha concesso di procrastinare l’obbligo di prestare assistenza medica a tempo pieno ai lavoratori, obbligo imposto dall’Obamacare pena il pagamento di una sanzione. Questa dilazione, nell’arco di otto mesi (luglio 2013-gennaio 2014), è slittata dal 2015 al 2016.
"Il presidente ha scelto di ignorare più volte la volontà degli americani e ha riscritto la legge federale autonomamente, scavalcando il voto del Congresso", ha detto John Boehner. "Se questo presidente può farla franca scrivendosi le leggi da sé, anche i futuri presidenti si sentiranno autorizzati  a farlo. La Camera ha il dovere di proteggere la Costituzione ed è appunto per questo che ci stiamo muovendo in tal senso".

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