Turchia: esplosione in miniera, 18 operai intrappolati

I soccorsi ancora all'opera nel salvataggio

pubblicato il 29/10/2014 in Dal Mondo da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino
courtesy Emergenza24

Si continua a lavorare senza sosta per cercare di salvare gli sventurati minatori che nella giornata di ieri sono rimasti intrappolati a trecento metri di profondità in una miniera di carbone a Ermenek, nella provincia di Karaman in Turchia. Erano circa una quarantina gli operai nel turno di lavoro quando un'esplosione, di cui ancora non sono state accertate le cause, ha fatto crollare una galleria e ha incominciato ad allagarla. Una ventina di minatori sono riusciti a a mettersi in salvo mentre altri due sono stati recuperati successivamente dai soccorritori, che ancora sono all'opera con le idrovore per abbassare il livello dell'acqua nel pozzo e tentare di raggiungere gli ancora 18 dispersi, anche se le speranze di portare il salvataggio a buon fine si riducono con il passare del tempo. Molti minatori si sono scagliati contro la direzione mineraria, accusandola di non rispettare affatto le norme di sicurezza tanto che la Turchia ha il triste primato di essere al terzo posto nel mondo per la mortalità lavorativa sul posto di lavoro, senza contare che negli ultimi tempi quest'ultimo è il terzo incidente simile che si verifica. Il presidente turco Erdogan, che stamattina doveva inaugurare il nuovo, e discusso, palazzo presidenziale, l' Ak Saray “il palazzo bianco” ha annullato la celebrazione e si è recato sul posto della sciagura spendendo parole di conforto per i familiari e colleghi dei minatori dispersi, annunciando che la vicinanza a chi è stato colpito dalla tragedia è doverosa e non in linea con il previsto ricevimento per il palazzo, la cui costruzione è da tempo al centro di furiose polemiche politche e non. Intanto i soccorsi continuano a scendere nelle profondità allagate della miniera tentando un rischioso salvataggio di cui sono state diffuse purtroppo poche notizie in aggiornamento, come non è dato sapere se la Turchia ha richiesto l'aiuto della comunità internazionale per intervenire nel pozzo. 

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