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UE, sì all’associazione dell’Ucraina

Voto in contemporanea tv con Kiev

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“Giornata storica per l’Europa e per l’Ucraina”: con questa dichiarazione congiunta il presidente dell’Europarlamento Schultz e quello ucraino Poroshenko hanno commentato l’esito del voto, avvenuto in contemporanea a Strasburgo e a Kiev, che ha reso il sogno   ucraino dell’aggregazione al treno Ue una realtà concreta. Parafrasando il primo uomo sulla Luna, si è trattato di una formalità per due aule parlamentari, ma di un traguardo storico per un popolo. 16 settembre, seduta plenaria del Parlamento europeo, ratifica dell’accordo  di associazione commerciale e politica Ucraina-Ue firmato lo scorso 27 giugno: bulgara la maggioranza, ma in questo caso sarebbe meglio dire “ucraina”, 535 sì, 127 no. Negli stessi minuti anche il Parlamento di Kiev era riunito per pronunciarsi sul medesimo voto. Un collegamento televisivo in diretta – circostanza senza precedenti – ha reso possibile ai due luoghi istituzionali di “spiarsi” a vicenda, in tempo reale, durante le cruciali procedure. E, virtualmente, “di stringersi la mano” a cose fatte, come se le due assemblee si fossero svolte in stanze contingue.
Intanto in Crimea, la parte di Ucraina annessa da Mosca, il partito “Russia Unita” stravince le prime elezioni amministrative del dopo-secessione. Ai filoputiniani è andato il 95% del monte-seggi totale, ne ha conquistato infatti settanta sui settantacinque disponibili. A parte si è votato per eleggere il Parlamento di Sebastopoli, la città che gode di uno statuto speciale. L’Ue non riconosce la validità della consultazione, ma è un dato di fatto che è stata molto partecipata: alle urne, infatti, si è recato il 52% dei cittadini crimeani.

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