Germania, quando un (piccolo) paradiso diventa inferno

Piccolo ritratto di Ritterhude, la cittadina tedesca da martedì diventata un po' meno ridente

pubblicato il 11/09/2014 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua

Fiamme alte cinquanta metri, trecento pompieri, assistiti da sessanta poliziotti, al lavoro per avere ragione del fuoco, propagatosi impetuosamente ed improvvisamente da una fabbrica di vernici. E poi quattordicimila persone fatte evacuare nei dintorni, dopo che una persona, un dipendente dello stabilimento, era stata miracolosamente estratta viva dal rogo, ma con ustioni di terzo grado. Benvenuti a Ritterhude, Bassa Sassonia: ridente cittadina di origine medievale poco distante da Brema. Così pacifica e gioiosa da vantare una serie  di gemellaggi sparsi tra Germania, Austria, Ungheria e Francia. E nota fino ad oggi principalmente per la Hammefest, che si svolge annualmente dal 5 al 7 settembre. Un appuntamento che la trasforma in un piccolo, lieto paese di cuccagna: niente a che vedere con le esuberanze vitalistiche dell’Oktoberfest, bensì molta colorita e fantasiosa baraonda, con auto addobbate a festa, lotterie ad ogni piè sospinto, sorprese culinarie, intermezzi musicali e… sì, anche un po’ di birra (il giusto). Quest’edizione 2014 ha avuto una coda decisamente non in linea con lo spirito della città: non una Cernobyl ma, per quella che è l’abitudine ai drammi della gente serena e spensierata di qui, di sicuro un trauma non da poco. In effetti, nella tranquilla vita di Ritterhude qualcosa era cambiato da quando il gruppo Bergolin decise di aprire quaggiù, culla della quiete, un impianto per il riciclo dei solventi da vernici e prodotti industriali. Non stiamo parlando di una centrale nucleare, è chiaro: ma il boato di martedì 9 settembre resterà nella memoria del posto come una piccola Hiroshima locale. O come un’atipica eruzione vesuviana, visto e considerato anche che il dipendente rimasto ferito nell’esplosione stava facendo come Plinio il Vecchio quasi in cima al vulcano: era intento a studiare la gravità del fenomeno.             

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