Cittadina italiana sottoposta a quarantena in Turchia

la ragazza, 23 anni, sospettata di aver contratto l' ebola

pubblicato il 22/08/2014 in Dal Mondo da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino
courtesy Emergenza24

Una ragazza italiana  di ventitrè anni è stata ricoverata in stato di quarantena all'ospedale “Haseki” a Istanbul, capoluogo della Turchia. La giovane proveniva dallo stato del Ciad, dove opera come volontaria, e stava rientrando in Italia con un volo aereo delle Turkish Airlines  quando a bordo  ha iniziato ad accusare un brusco rialzo della temperatura corporea, che allo scalo nella città di Kano, in Nigeria, è stata diagnosticata e trattata dai sanitari locali come febbre malarica . Successivamente la febbre ha continuato a manifestarsi, insieme a forti conati di vomito, quindi all'arrivo nell'aereoporto internazionale “Kemal Ataturk” di Istanbul per scalo  è stata sottoposta a speciali controlli e da qui ricoverata in urgenza e sottoposta a quarantena in una zona attrezzata dell'ospedale, dove la stanno sottoponendo ai necessari esami medici per stabilire l'esatta natura della malattia contratta. Alla base dei sintomi manifestati dopo lo scalo in Nigeria potrebbe anche esserci  Le speciali misure sono state adottate per i sintomi sospetti manifestati dalla giovane italiana, per quanto gli stessi potrebbero essere una reazione allergica ad un farmaco antimalarico secondo alcune indiscrezioni trapelate,  e perchè la Nigeria, che, seppure in maniera minore rispetto ad altri stati africani, risulta essere stato colpito dal tremendo virus, per quanto risulti che la volontaria italiana allo scalo nigeriano non sia scesa dall'aereo.. E' notizia di oggi l'aggiornamento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riguardo al  morbo mortale, con 1.427 vittime accertate e almeno 2.615 casi di contagio. Finora nessuna notizia è stata diffusa da parte del Ministero degli Esteri riguardo le condizioni mediche e l'identità della concittadina ricoverata in Turchia, mentre l'Ambasciata italiana a Istanbul sta seguendo il caso attraverso le autorità sanitarie turche. 

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