Il generale thailandese Prayuth Chan-Ocha, 60 anni, è stato eletto premier da un Parlamento di transizione di Bangkok, insediatosi quasi contemporaneamente alla giunta militare guidata dallo stesso Prayuth, nello scorso maggio. Centonovantuno voti a favore e tre astenuti: una mossa obbligata per l’Assemblea Legislativa, che per di più è composta per la stragrande maggioranza da soldati: di fatto tutto il potere era già nelle mani del generale e dei suoi collaboratori. Ora toccherà vedere se Prayuth preferirà tramutare in esecutivo la giunta che già presiede o comporre ex novo un gabinetto o affiancare personalità politiche agli esponenti della giunta esistente. Indiscrezioni parlano di un numero di ministri che si aggirerebbe sui trentacinque e di una squadra di governo pronta per settembre. Con essa il generale, che ha già annunciato che entro la fine dell’anno si ritirerà dalla vita militare e diventerà un politico a tutti gli effetti, punta ad arrivare alle prossime elezioni, fissate per il 2015.
Prayuth, capo di stato maggiore tra il 2008 e il 2009 e dal 1° ottobre 2010 comandante in capo del Reale Esercito Thailandese, il 22 maggio 2014, alla testa del consiglio Nazionale per il Mantenimento della Pace e dell’Ordine (nome ufficiale della giunta), aveva condotto il golpe conclusosi con l’abbattimento del governo di Niwatthamrong Boonsongpaisan, insediatosi solo quindici giorni prima. Il 23 maggio il generale si era auto-proclamato premier parlamentare, in attesa che un voto parlamentare, arrivato oggi, legittimasse la sua posizione.

