Libia: il giallo dell’operazione franco-italiana

La Farnesina smentisce categoricamente

pubblicato il 19/08/2014 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Libia estremisti

Una notizia-bufala per “ridicolizzare” il ruolo dell’Italia (la ex colonizzatrice) nella lotta contro gli estremisti  islamici in Libia, come riporta il Televideo? Certo è che Al Asima, la tv privata che ha lanciato lo “scoop” nelle prime ore del mattino di lunedì 18 agosto, negli ultimi tempi, insieme alla sua quasi gemella Al Ahrar, ha perso dei colpi, e ciò è dovuto principalmente al bavaglio che la Fratellanza Musulmana che ne ha il controllo ha imposto alla stampa e ai media libici, sia pubblici che privati. La paralisi dell’informazione libera del Paese (niente di nuovo rispetto all’era Gheddafi, naturalmente, solo che allora la Libia non versava in una situazione da anarchia militare) è stata evidente nel corso del 2013 a proposito dello scandalo delle esportazioni clandestine di petrolio libico: l’oro nero, con il benestare di funzionari dell’Ente petrolifero legati ai gruppi armati islamici, veniva venduto al mercato nero a prezzi ribassati. Le fonti di informazione che hanno provato a denunciare sono state indebolite o silenziate; tutte le altre si sono conformate ad una linea di “disinformazione” parziale, e tra queste c’era anche Al Asima.
Poco più di ventiquattr’ore fa,  l’annuncio che forze franco-italiane e/o Nato hanno ingaggiato una battaglia contro truppe estremiste in Libia. Unico canale a darlo, al Asima; la Farnesina si dà cura di smentire subito, ribadendo la posizione di assoluta terzietà dell’Italia rispetto alle tensioni politico-militari che attraversano la Libia, tesa semmai “ad avvicinare le parti”. Poi nessun altro clamore, tutto  svanisce nel nulla: a mezzogiorno la notizia principale dal fronte libico è ormai diventata quella dell’ininterrotto esodo di civili in Tunisia attaverso il valico di Ras Jedir.

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