Lavorare affinché nella guerra tra Israele e Hamas ci siano delle pause umanitarie. Sembra questa la strada intrapresa dalla diplomazia, ipotesi che - a differenza di una tregua - potrebbe ricevere il via libera del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Israele da oltre 3 settimane colpisce la Striscia di Gaza con raid sistematici, senza soluzione di continuità . Da oltre una settimana, poi, le operazioni di terra si susseguono con intensità crescente. La situazione nella Striscia è disperata: cibo, acqua e farmaci dipendono in parte dagli aiuti che arrivano a singhiozzo dal valico egiziano di Rafah. Ieri, centinaia di persone con doppio passaporto hanno lasciato Gaza insieme al primo gruppo di feriti.
"Non siamo contrari a 'pause' umanitarie, che consentano l'evacuazione di persone con doppia nazionalità , feriti e bambini e l'ingresso di aiuti umanitari. La tregua, invece, consentirebbe ad Hamas di riorganizzarsi e sarebbe controproducente, riportando morte fra gli israeliani e i palestinesi. Dobbiamo fare tutto il necessario perché sia impedito loro di farlo", ha detto l'ambasciatore israeliano Alon Bar a Start Sky Tg24.
"Abbiamo solo cattive opzioni davanti a noi - ha aggiunto l'ambasciatore - non siamo di fronte a scelte semplici, nessuno potrebbe tollerare un nuovo attacco fra qualche mese, dobbiamo tutelare gli ostaggi e i civili, così come la situazione umanitaria. Non dobbiamo dimenticare la nostra esigenza che un nuovo attacco come quello del 7 ottobre non si verifichi. La violenza è in corso e non crediamo che con un cessate il fuoco non si ripresenti. La capacità di Hamas di colpire Israele deve essere eliminata e non c'è modo diverso da quello che stiamo portando avanti adesso".
Il presidente Usa Joe Biden è stato accolto in Minnesota dalle proteste della locale comunità islamica, e non solo, che contesta il sostegno incondizionato del Paese a Israele. Proteste che si sono registrate anche durante uno dei comizi di Biden, che rispondendo ad una dimostrante che ha interrotto i suo discorso per chiedere il cessate il fuoco, si è detto d'accordo con il fatto che "una pausa sia necessaria" nel conflitto tra Israele e Hamas. "Una pausa significherebbe dare del tempo per far uscire i prigionieri", ha aggiunto però, riferendosi agli ostaggi, prendendo quindi le distanze da chi, all'interno del partito democratico continua a chiedere all'amministrazione di sostenere l'immediata cessazione delle ostilità .
Una richiesta fatta durante il comizio da una leader della comunità ebraica locale: "Signor presidente, lei ha a cuore il popolo ebraico, come rabbino, io le chiedo di invocare subito il cessate il fuoco", ha detto Jessica Rosenberg, che, anche dopo essere stata messa a tacere dalla folla, ha insistito: "vorrei che lei rispondesse alla mia domanda".
A questo punto Biden si è espresso in favore delle "pause", tenendosi lontano dal termine cessate il fuoco: "Questo è incredibilmente complicato per Israele - ha aggiunto - posso comprendere a pieno le emozioni dalla parte palestinese e dalla parte ebraica della questione".
Già in precedenza la Casa Bianca aveva fatto sapere che avrebbe sostenuto ''pause umanitarie'' nella guerra tra Israele e Hamas per Gaza. Secondo il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, si tratta di ''pause sul campo di battaglia localizzate, temporanee e specifiche in modo che l'assistenza umanitaria arrivi alla popolazione che ne ha bisogno o che le persone possano lasciare la zona in relativa sicurezza''.
Kirby aveva sottolineato che ''pensiamo che sia un'idea da esplorare'' e che le pause potrebbero durare ''ore'' o ''giorni''. Kirby ha spiegato che non si riferisce al ''cessate il fuoco'' chiesto dal Segretario generale dell'Onu Antonio Guterres e da diversi governi.
Di "tregua umanitaria"ha parlato anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani: "Siamo favorevoli affinché ci possano essere delle pause nei combattimenti per poter aiutare la popolazione civile palestinese che nulla ha a che fare con questa guerra".
Nei giorni scorsi anche l'Unione europea si era espressa al riguardo. "Nell’Unione europea cresce il sostegno a una pausa umanitaria per consentire la consegna di aiuti a Gaza, in linea con la nostra discussione al Consiglio Affari Esteri di lunedì. Tutte le vite dei civili hanno lo stesso valore e tutte devono essere protette", ha detto via social l'Alto Rappresentante Josep Borrell.

