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Notte di scontri in Cisgiordania

un italiano è rimasto ferito, almeno 4 morti tra i manifestanti

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Anche un giovane filmaker italiano, di cui ancora non è stata resa nota l'indentità, è rimasto ferito, pare per un colpo partito da un cecchino, ad un dito nei violentissimi scontri che si sono consumati per tutta la notte tra Qalandya e Ramallah, a  nord est di Gerusalemme. Una dimostrazione palestinese, alla quale hanno preso parte più di diecimila persone, ha protestato contro Israele nella zona compresa tra Gerusalemme e Ramallah. I maggiori scontri si sono registrati intorno al posto di blocco di Qalandya e sporadicamente intorno alla “Tomba di Rachele”, durante i quali le forze di sicurezza israeliane sono state fatte oggetto di spari da parte di alcuni palestinesi, a cui essi hanno risposto sparando con munizionamento da guerra, a sua volta replicato dai dimostranti con bottiglie incendiarie e razzi di segnalazione. Si hanno notizie di almeno quattro morti tra i palestinesi anche se per alcune  voci il numero in realtà sarebbe già salito  mentre i feriti, molti dei quali per colpi di arma da fuoco, sono compresi in un numero  tra i novanta e i 140, portando una situazione, già caldissima per l'agitazione di massa, ad essere caotica e sanguinosa, con le ambulanze che cercano di fare la spola con l'ospedale di Ramallah e i feriti che vengono lasciati ai bordi della strada, in improvvisati posti di primo soccorso. Lo sdegno e le notizie che si sono presto diffuse hanno portato migliaia di persone a scendere in strada e marciare verso Ramallah, con il rischio di far scoppiare una nuova “Intifada” che per molti in realtà non si è mai fermata oppure è già in atto da quando Israele ha messo in campo l'operazione “margine protettivo”. Intanto le autorità israeliane hanno impedito l'accesso alla moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme e denunciato il ferimento di almeno 27 poliziotti impegnati nelle attività antisommossa di ieri sera, insieme al fermo di almeno 39 dimostranti.

 

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