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Ancora razzi e bombardamenti tra Palestina e Israele

l'aereoporto di Tel Aviv sotto attacco, pressioni internazionali per un cessate il fuoco

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Non accenna a placarsi l'escalation militare tra Gaza e Tel Aviv, nonostante i tentativi da parte di Onu e altri paesi per una rapida tregua. L'Egitto, vista la situazione  dopo due giorni di negazione, ha concesso, seppur in modo parziale, l'uso del valico di Rafah per mandare aiuti e sfollare la popolazione della striscia palestinese mentre Obama e Putin, in interventi distinti hanno contattato il premier israeliano Netanyahu per chiedere un “cessate il fuoco” immediato ed evitare una degenerazione della già precaria situazione, anche se Netanyahu ha ribadito che “una tregua non è in agenda”. Intanto l'aereoporto internazione “Ben Gurion” di Tel Aviv è stato momentaneamente chiuso nella giornata di oggi dopo i ripetuti attacchi missilistici dalla striscia di Gaza, l'ultimo effettuato con ben quattro razzi M-75 “Qassam” che sono esplosi intorno alla struttura, anche se altre fonti riportano che la chiusura è avvenuta per intensificare le partenze dei raid aerei israeliani. Oltre 150 gli obbiettivi colpiti dalle Israel Defense Forces nelle ultime dodici ore, che portano il bilancio delle vittime a più di 80 morti e 500 feriti nei territori palestinesi, mentre sono stati sparati verso Israele oltre quaranta razzi, di cui soltanto 14 sono stati intercettati dal sistema difensivo antimissile “Iron dome”, come si è avuto notizia anche di un razzo, di probabile provenienza iraniana, sparato dal Libano, che si è abbattuto vicino al confine senza conseguenze. Fonti israeliane affermano anche di aver ucciso nella serata di mercoledì, cinque miliziani palestinesi che cercavano di introdursi via mare nella base militare di Zikim per operazioni di sabotaggio, impresa confermata anche da parte del braccio militare di Hamas. Una situazione che, come sempre, vede contrapporsi reciproche accuse e ragioni “di autodifesa” da parte di entrambi gli schieramenti: Israele lamenta gli attacchi indiscriminati alle sue città e l'OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) insieme a Human Rights Watch denunciaregli stessi attacchi contro aree popolose e ospedali, colpevoli sencondo l'IDF di nascondere ingenti quantitativi di razzi “Qassam”,dove stanno scarseggiando le riserve di carburante e i minimi presidi sanitari.

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