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Ucraina, il segretario del movimento pacifista Sheliazhenko condannato agli arresti domiciliari

Contro la sua persecuzione era partita una vasta mobilitazione anche in Italia

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La notizia è giunta in Italia un’ora fa circa: il segretario del movimento pacifista ucraino Vadimovich Sheliazhenko Ã¨ stato condannato agli arresti domiciliari dal Tribunale del Distretto di Solomyansky, Kiev. Lo ha reso noto l’associazione PeaceLink che nelle scorse settimane ha lanciato una mobilitazione, scrivendo anche al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, contro quella che ha denunciato come persecuzione dell’attivista ucraino. 

Il tribunale, si legge nel dispositivo, ha ordinato a Sheliazhenko «di essere posto agli arresti domiciliari, vietandogli di lasciare il suo luogo di residenza all'indirizzo: Kyiv, ****, nel periodo di tempo dalle ore 22:00 alle ore 06:00 del giorno successivo fino all'11.10.2023 compreso, esclusa la necessità di lasciare questa abitazione durante un raid aereo e per ricevere assistenza medica d'emergenza». Fino all’11 ottobre prossimo diversi sono gli obblighi imposti al segretario del movimento pacifista dell’Ucraina: « presentarsi all'investigatore, al pubblico ministero, al giudice investigativo, in tribunale a ogni richiesta; consegnare alle autorità statali competenti il suo/i passaporto/i per i viaggi all'estero, altri documenti che conferiscano il diritto di lasciare l'Ucraina e di entrare in Ucraina (se tali documenti sono disponibili); informare l'investigatore, il pubblico ministero o il tribunale di un cambio di residenza e/o lavoro; astenersi dal comunicare con le persone identificate dall'investigatore come testimoni» riporta sempre il dispositivo del Tribunale. La sentenza emessa oggi è immediatamente esecutiva. 

Questo il commento alla sentenza del presidente dell’associazione PeaceLink Alessandro Marescotti.

«Oggi 15 agosto a Kiev un giudice ha condannato Yurii Sheliazhenko "colpevole" di aver lottato contro la guerra. Yurii Sheliazhenko è un pacifista gandhiano. Ed è un ricercatore universitario. Da un anno era spiato dai servizi segreti ucraini e veniva considerato un pericolo per la sicurezza nazionale per via delle opinioni pacifiste che condivideva pubblicamente in tutto il mondo tramite social network e videoconferenze. PeaceLink ne condivideva le prese di posizione traducendo i suoi articoli in italiano. Yurii Sheliazhenko era ed è apprezzato in tutto il mondo per il suo coraggio, la sua cultura e la sua coerenza. 

Quella di oggi è una pagina nera per l'Ucraina. La società civile ucraina viene criminalizzata per aver lottato per la pace. Un potere poliziesco spia le voci difformi e limita la libertà allo scopo di dare un segnale forte e autoritario a tutti. I paesi che forniscono armi all'Ucraina stanno di fatto sostenendo un presidente responsabile dei servizi di sicurezza e quindi di questa azione liberticida. Zelensky guida una società dove non c'è spazio per il dissenso pacifista. I nonviolenti come Yurii Sheliazhenko vengono spiati, perquisiti e posti agli arresti domiciliari. Da oggi in poi vi sono ragioni sufficienti per dire che l'Ucraina non può entrare in Europa in quanto criminalizza il pacifismo, arresta il segretario del Movimento Pacifista Ucraino e processa le sue opinioni.
Massima solidarietà con Yurii Sheliazhenko». 

 

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