La situazione in Niger si sta evolvendo molto rapidamente dopo che il 26 luglio il generale Abdourahamane Tchiani, capo della guardia presidenziale si è autoproclamato capo del Consiglio nazionale per la Difesa della Patria.
Già il 27 luglio, l’esercito nigeriano si era schierato con i ribelli; lo stesso giorno, a Niamey (la capitale), sono cominciate manifestazioni pro-esercito nelle quali non è mancata la presenza di bandiere russe, cresciute di numero col passare dei giorni.
Il 29 luglio Tchiani viene proclamato nuovo capo di stato, nonostante il presidente Mohamed Bazoum abbia dichiarato di non essere disposto a lasciare il suo posto pur palesando la volontà di continuare i negoziati con i ribelli.
La Russia, per tramite di Prigozhin, ha reagito promettendo sostegno e complimentandosi con i rivoltosi. Ovviamente, dal blocco occidentale non sono mancate voci critiche, soprattutto da Stati Uniti e Francia che hanno fatto sapere che non riconosceranno il cambio di governo.
Ieri invece ad Abujia si è tenuto un vertice straordinario degli stati membri dell’ECOWAS, la Comunità Economica dei Paesi dell’Africa Occidentale, per discutere dei potenziali rischi e delle preoccupazioni derivanti dal colpo di stato. I Paesi membri hanno dato un ultimatum ai golpisti: sette giorni di tempo per sgomberare il campo, altrimenti ci sarà un intervento militare. Al vertice ha partecipato anche il Ciad, paese confinante a oriente con il Niger ma che non è parte della Comunità . Il prospetto di un intervento militare tuttavia ha solamente acceso la rabbia dei manifestanti, i quali, tricolore Russo alla mano, hanno assaltato l’ambasciata francese; non si riportano danni di grave entità .
Anche l’UEMOA (Unione Economica e Monetaria dell’Africa Occidentale) minaccia sanzioni pesanti alla Nigeria, quali la sospensione dall’Unione e la chiusura dei loro spazi aerei per la Nigeria, l’esclusione dalla Banca Centrale e dai mercati finanziari UEMOA.
Se il tentativo dei ribelli avesse successo, il Niger diventerebbe il quarto paese che si libererebbe della Francia attraverso un colpo di stato, dopo il Burkina Faso, Mali e Guinea.
A dare coraggio a questi paesi chiaramente sono le simpatie della Russia, che ha tutto l’interesse a vedere questi paesi liberi dal sistema neocolonialista di Francia e Stati Uniti e che promette protezione sopravvivenza politico-militare.
Tante gatte da pelare per la Francia, non solo per questioni cosmetiche e di prestigio, ma anche e soprattutto per motivi economici riporta Reuters, come la questione dell’uranio prodotto in Niger (attualmente il settimo produttore di uranio al mondo) dall’azienda francese Orano.
Stamane le Autorità del Niger hanno vietato l'esportazione di uranio e oro in Europa. La decisione ha avuto effetto immediato e sembrerebbe a tempo indeterminato. La Francia di fatto è rimasta senza un canale permanente di materie prime. Dagli ultimi report si apprende inoltre che la Francia avrebbe ricevuto un ultimatum dai rivoltosi col quale si sono concessi al massimo tre giorni per lasciare definitivamente il Niger.

