Nell’ultimo mese, la Corea del Sud ha lottato con gravi carenze di sale marino, scomparso dagli scaffali dei supermercati a tempo record. L’ansia della popolazione si è riflessa nell’abnorme acquisto del prodotto in vista dell’annunciato rilascio di acqua radioattiva trattata proveniente da Fukushima, in Giappone.
Come riportato dalla CNN, le autorità nipponiche, di concerto con l’agenzia di controllo nucleare delle Nazioni Unite, hanno ribadito più volte che il piano di rilascio non presenta rischi poiché soddisfa gli standard internazionali e non è né più né meno che una prassi consolidata e usata anche in altre centrali nucleari nel mondo, comprese quelle degli Stati Uniti.
L’acqua contaminata trattata sarà altamente diluita e verrà rilasciata in maniera graduale nell’Oceano Pacifico per diversi anni. Si tratta di un protocollo necessario per smantellare ciò che resta della centrale nucleare di Fukushima, a seguito del grave incidente provocato dal devastante tsunami dell’epoca.
Il governo ha fatto sapere che il rilascio partirà da quest’estate, senza però specificare una data.
Nonostante la profusone di rassicurazioni, l’ansia e la preoccupazione della gente nei paesi adiacenti non accennano a diminuire. In Corea del Sud ad esempio, i pescatori temono per la loro attività e i residenti stanno accumulando sale e frutti di mare per paura della contaminazione; in Cina invece si è vietata l’importazione di cibo da alcune zone del Giappone.

