Come accaduto con le esplosioni nei gasdotti Nord Stream 1 e 2 che attraversano il mar Baltico, e che collegano la Russia all’Europa, la distruzione della diga Nova Kakhovka sul fiume Dnipro sta inasprendo il conflitto tra Russia e Ucraina.
il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, attraverso il sito della presidenza, rende noto che “A causa dell’esplosione di ieri alla diga di Nova Kakhovka sul fiume Dnipro, si è formata una chiazza di petrolio di almeno 150 tonnellate trasportata dalla corrente verso il Mar Nero. Non possiamo ancora prevedere quanta parte delle sostanze chimiche, dei fertilizzanti e dei prodotti petroliferi stoccati nelle aree alluvionate finirà nei fiumi e nel mare”. Il Presidente dell’Ucraina, ha successivamente ha precisato che la distruzione della diga ha messo a rischio numerosi insediamenti: “è in corso l’evacuazione delle persone dall’area allagata. Quasi ottanta insediamenti sono a rischio”.
In base ad una valutazione di Ukrhydroenergo, l'azienda ucraina che gestisce tutte le centrali idroelettriche della regione, le autorità ucraine stimano che: "Sono circa 42mila le persone a rischio inondazioni nelle aree lungo il fiume Dnipro dopo il collasso della diga Kakhovka”.

