Al lavoro in Giappone, vicino Tokio, il gruppo di esperti intergovernativi sull'evoluzione del clima (Giec). Obiettivo la predisposizione di una relazione sul clima del pianeta. E le conclusioni non sarebbero affatto incoraggianti.
"Questa riunione è di enorme importanza. La relazione allargherà la nostra comprensione delle questioni legate all'impatto del cambiamento climatico", ha detto in apertura dei lavori Rajendra Kumar Pachauri, presidente del Giec dal 2002. Il peggioramento di eventi meteorologici estremi, la crisi di sopravvivenza delle specie animali e vegetali, il rendimento dei prodotti agricoli modificati, l'evoluzione delle malattie, gli spostamenti di massa della popolazione: le conseguenze dei cambiamenti climatici rischiano di destabilizzare in futuro molti degli attuali equilibri, sarà l'avvertimento contenuto nel documento degli esperti, che sarà reso pubblico ufficialmente il 31 marzo.
Una versione non definitiva del rapporto, di 29 pagine, avverte che per ogni grado centigrado supplementare, la disponibilità delle risorse di acqua potabile sarebbe ridotta del 20% per il 7% della popolazione mondiale. Inoltre, i rischi di inondazioni, in particolare in Europa e Asia, aumenterebbero significativamente a causa delle emissioni di gas a effetto serra. E la produzione di cereali (grano, riso e mais), invece, diminuirebbe del 2% ogni dieci anni, mentre la domanda aumenterebbe del 14% entro il 2050.
Secondo il testo provvisorio, infine, povertà , migrazione e fame, legate alle catastrofi naturali, sarebbero forti fattori di conflitto.

