Ecco perché Algeria ha scelto astensione sulle risoluzioni circa la crisi russo-ucraina

Contro Hirak che vuole uno Stato civile non militare contestando l'attuale presidente Tebboune perché apportato dai militari, la giunta militare algerina ha bisogno dell'appoggio di Mosca

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 04/03/2022 in Dal Mondo da Belkassem Yassine
Condividi su:
Belkassem Yassine
Militari e armamenti russi in Africa

La guerra tra Russia e Ucraina è seguita da ambiguità in Algeria. La lontananza geografica non è l'unica spiegazione ma è soprattutto la natura geopolitica che caratterizza questo conflitto e il rapporto tra la casta militare algerina e il Cremlino.
Se l'Unione africana e l'ONU hanno condannato l'intervento russo in Ucraina, l'eclatante è quello dell'Algeria salvaguardando gli interessi militari e scambi commerciali significativi con la Russia ha scelto di astenersi. 
Prima dell'inizio dell'invasione russa in Ucraina il ministro algerino dell'estero Ramtane Laamamra e il capo dell'esercito il generale Said Chengriha volavano a Mosca per incontri ad "alto livello" per rafforzare la cooperazione tra i due paesi. 
Algeri e Mosca hanno concordato una collaborazione stringente in tutti i campi e a tutti i livelli, da quello bilaterale a quelli internazionali. Ma ciò che più conta sono state le parole di Laamamra suonate come un appoggio all'operazione militare: "La Russia è un alleato strategico".
L'Unione europea ha subito chiesto parole chiare di condanna dopo il voto avvenuto nell'Unione africana e Algeri si è limitata a "una dichiarazione generica di intenti" indicando la via del dialogo tra le due parti come mezzo di soluzione della crisi: Non parla né di guerra né di invasione russa dell'Ucraina. 
Algeri si è affrettata a ridimensionare per non "deteriorare" il rapporto già precario con l'occidente, ricevendo il ministro italiano degli Affari Esteri Luigi di Maio il 02 marzo sul sfondo era anche la questione "gas". Ma serve la diplomazia del gas davanti ad una guerra così atroce? 
Ma non è finita. Algeria si è astenuta dal votare a favore di una richiesta al Consiglio per i diritti umani a Ginevra di tenere un dibattito urgente sulla "situazione dei diritti umani in Ucraina a seguito dell'aggressione russa". Peggio ancora si è astenuta dal votare a favore di una risoluzione riguarda la crisi ucraina presentata dall'Unione Europea e Kiev all'assemblea generale dell'ONU mercoledì. 
Algeria non vuole irritare il Cremlino che rimane il suo più grande fornitore di armi. I rapporti tra i due paesi sono forti e per la giunta militare algerina al potere - isolata dall'occidente da anni e su pressioni dell'Hirak che dopo la caduta della quinta candidatura dell'ex presidente Abdelaziz Bouteflika continua a chiedere uno Stato civile non militare contestando l'attuale presidente Abdelmjid Tebboune perché apportato dai militari - è fondamentale l'appoggio di Mosca. 
Non a caso è tornata di attualità la disponibilità del paese africano a consentire l'apertura di una base navale sulla costa del Mar Mediterraneo che sarebbe un'altra nuova base militare russa in Africa. Algeria pretende di essere minacciata dal Marocco e da Israele. 
La presenza russa, attraverso i mercenari della Compagnia Wagner e i consiglieri militari del Cremlino, è molto forte in Algeria soprattutto nelle frontiere con il Mali paese abbandonato dalla Francia lasciandolo, di fatto, in mano ai russi. 
I mercenari Wagner, oltre che essere combattenti per conto di Mosca, rappresentano la modalità con quale si manifesta l'influenza del Cremlino negli stati in cui operano, dove ha interessi strategici.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password