ONU. Algeria è parte principale nel conflitto artificiale attorno al Sahara Marocchino

Onu raccomanda una soluzione realistica, pragmatica, duratura, politica, reciprocamente accettabile, basata sul compromesso. Niente approccio non realistico come il referendum.

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 30/10/2021 in Dal Mondo da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine
Per risolvere il conflitto artificiale creato dall'Algeria attorno il Sahara Marocchino, Onu raccomanda una soluzione realistica, pragmatica, duratura, politica, reciprocamente accettabile, basata sul compromesso. Niente referendum.

Alla conferenza stampa in seguito all'adozione, il 29 ottobre della nuova risoluzione dal Consiglio di sicurezza dell'ONU sul Sahara Marocchino che ha consolidato la preminenza dell'iniziativa marocchina di autonomia per risolvere il conflitto artificiale intorno al Sahara Marocchino, il ministro degli Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini residenti all’estero, Nasser Bourita, ha sottolineato che "il Marocco accoglie con favore tale risoluzione che rafforza le realizzazioni del Regno nel dossier del Sahara, rese possibili grazie all’impegno personale e al seguito permanente di Sua Maestà il Re Mohammed VI". 
La risoluzione, adottata con 13 voti a favore e due astensioni (Russia e Tunisia), è importante perché interviene in un contesto in cui il Marocco ha realizzato numerosi acquisiti dalla risoluzione dell’ottobre 2020. Tra questi acquisiti, il Segretario generale dell’ONU ha citato nel suo ultimo rapporto la messa in sicurezza del posto di frontiera di El Guergarat tra Marocco e Mauritania e il ripristino della libera circolazione; il riconoscimento da parte degli Stati Uniti della marochinità del Sahara e l’apertura di diversi consolati nelle province del sud del Regno a Laayoune e Dakhla. 
Secondo Bourita, "la risoluzione 2602 apporta cinque risposte importanti alle manovre e alle agitazioni degli avversari dell'integrità territoriale del Regno": 
La prima risposta riguarda il formato del processo. 
Bourita ha osservato che il Consiglio ha scritto nero su bianco che "le tavole rotonde, con la partecipazione di tutte le parti interessate, è l'unico quadro di processo politico", le parte sono Marocco, Algeria, gruppo Polisario e Mauritania, notando che le tavole rotonde sono citate ben quattro volte nella risoluzione. 
La seconda risposta è legata alla finalità del processo. 
l Consiglio raccomanda per una soluzione pragmatica, duratura, politica, reciprocamente accettabile, basata sul compromesso. Una soluzione  converge con il piano di autonomia presentato dal Marocco. In secondo luogo, la risoluzione evita qualsiasi visione non realistica come il referendum. 
La terza risposta riguarda gli attori del processo. 
La risoluzione afferma chiaramente che l’Algeria è effettivamente parte integrante della controversia e insiste sulla "partecipazione delle quattro parti, Marocco, Algeria, polisario e Mauritania, in uno spirito di realismo e di compromesso nel corso dell’intero processo". L’Algeria è quindi richiamata a partecipare all’intero processo politico, per giungere alla tanto attesa soluzione. 
La quarta risposta riguarda la questione dell'interruzione del cessate il fuoco. 
Il ministro degli Esteri ha ricordato i disperati tentativi degli avversari dell'integrità territoriale del Regno di voler responsabilizzare il Marocco sull’agitazione che ha subito la zona cuscinetto di El Guerguarate. In questa senso, Bourita ha detto che la risoluzione del Consiglio constata "con profonda preoccupazione la rottura del cessate il fuoco", senza tuttavia citare il passaggio di El Guergarate e "conosciamo chi ha dichiarato il suo ritiro da questi accordi" del cessate il fuoco firmati separatamente con l'ONU, (gruppo Polisario ndr). 
L’ultima risposta riguarda le conquiste del Marocco nel corso degli ultimi anni sulla questione del Sahara. 
Bourita ha affermato che il piano di autonomia è citato nella relazione come unica soluzione valida. In questo testo, l'organo esecutivo delle Nazioni Unite ha consacrato, ancora una volta, la preminenza dell'iniziativa di autonomia, presentata dal Marocco l'11 aprile 2007, rallegrandosi degli sforzi "seri e credibili" del Regno, riflessi nella proposta marocchina.
Lo stesso testo fa appello al censimento dei sequestrati nei campi di Tindouf in Algeria, insistendo sulla loro liberazione e salvaguardia dei loro diritti di fronte alle numerose violazioni di cui sono oggetto da anni. 
A ciò si aggiunge l'appello rivolto all'Algeria affinché si partecipi all'intero processo, ha sostenuto Bourita spiegando che ormai il problema non è più tra il Marocco e l’Algeria, ma tra quest’ultima e la comunità internazionale". 
La Tunisia accoglie favorevolmente la risoluzione secondo il consigliere del presidente tunisino, Walid Hajjem, nonostante l'astensione del suo rappresentante durante la seduta di voto al Consiglio di sicurezza. 

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