Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

LA SENIGALLIESE VANESSA CHIAPPA CI RACCONTA IL SUO SPETTACOLO IN UZBEKISTAN CON IL SANREMO MUSIC AWARDS

VANESSA HA INCANTATO ED E’STATA INCANTATA DA QUESTA AVVENTURA MUSICALE IN ASIA CENTRALE

Condividi su:

L’esibizione a Tashkent rimarrà indelebile nella memoria di Vanessa Chiappa. La cantante senigalliese ha incantato il pubblico e i media dell’Asia Centrale che si sono ritrovati nella capitale dell’Uzbekistan per seguire il Sanremo Music Awards, ideato e firmato dal patron Nicola Convertino. Inoltre ha avuto il piacere e l’onore di condividere il fantastico palco e duettare con Afruza, una delle pop star uzbeche più seguite dai giovani.

Il Sanremo Music Awards (SMA), un format live che seleziona artisti e li inserisce in un panorama internazionale questa volta si è proposto anche come Fashion Show, nella bellissima  Tashkent City, nel centro della capitale dell’Uzbekistan, una città nella città. L’evento del funambolico Nicola Convertino, con la più totale collaborazione del governo dell’Uzbekistan e in persona del presidente Shavkat Mirziyoyev, è stato una tre giorni di musica e di alta moda, che ha goduto della grandissima attenzione di media dell’Asia Centrale, con particolare attenzione di quelli Uzbechi.

Gli artisti invitati all’evento da Nicola Convertino erano: Tatiana Previati, soprano con un ricco repertorio che spazia dalle più celebri arie dell’opera alle più famose colonne sonore del cinema italiano; il francese Fabrice Pascal Quagliotti, leader dei Rockets, che ora ha intrapreso una carriera da solista; Cecilia Herrera cantante, attrice, performer e autrice di spettacoli, è in giro dal 2017 con uno spettacolo sul tango argentino; Vanessa Chiappa, nata da padre italiano e madre americana, vanta un’esperienza canora estremamente eterogenea, infatti passa in scioltezza dal pop al rock per arrivare al musical; Sara Scognamiglio che dopo aver partecipato a numerosi concorsi canori nel 2013 vince il Sanremo Music Awards, aggiudicandosi, come rappresentate dell’Italia, la finale al contest internazionale in Russia “Humor Festival”, ha aperto numerosi concerti, come quello di Anastacia di Sarah Jane Morris e Dear Jack.

Per tre giorni la musica italiana, uzbeca e russa ha risuonato nel cuore dell’Uzbekistan, ma è stata anche la festa della moda italiana, grazie alla sfilata ufficiale dello stilista romano Renato Balestra, e per la prima della collezione moda di Nicola Convertino.  

Rientrata «dopo 10 giorni pazzeschi trascorsi in Uzbekistan», Vanessa ci racconta la sua avventura musicale a Tashkent: «Ci sarebbero tante cose da dire, ma ogni volta che mi ritrovo a vivere esperienze canore così prestigiose e intense come quella a Tashkent, con l’Orchestra di Stato dell’Uzbekistan, ripenso alla bambina che ero e che aveva un grande sogno, quello di fare la cantante e che ha lottato tanto per realizzarlo, spinta da una passione enorme, che è una vera e propria ragione di vita», con questo post su facebook Vanessa esprime la grande gioia per una esperienza artistica che l’ha sicuramente segnata. Ha anche parole di ringraziamento per Nicola Convertino: «Grazie al manager Nicola che mi ha voluta fortemente come ospite di questo evento».

Lo show in Uzbekistan è ancora una grande emozione da coccolare?

«Svolgo l’attività di cantante da tempo e nel corso degli anni ho avuto la fortuna di vivere esperienze professionali coinvolgenti e di livello, ma poche hanno avuto un impatto musicale e personale così forte come quella appena conclusasi in Uzbekistan. Il team italiano, capitanato dal patron Nicola Convertino, ha permesso a noi artisti di sentirci a nostro agio e di lavorare in un contesto davvero unico. Ho trascorso 10 giorni con un team di colleghi e personale organizzativo davvero energico e famigliare, abbiamo condiviso i piatti tradizionali e le delizie gastronomiche; mi ricordo il giorno che siamo stati nello studio di registrazione, abbiamo fatto a gara a mangiare le ciliegie, che ci hanno portato a fine giornata, sì perché li frutta e verdura hanno un sapore davvero intenso e dolcissimo».

Uno spettacolo seguito da pubblico e media e l’eccitazione di essere accompagnata da una incredibile e fantastica mega orchestra, sono state fonte di adrenalina?

«Non capita tutti i giorni di ritrovarsi a cantare accompagnata da un’orchestra di ben 150 elementi nel corso di una sfilata di moda che riunisce alcuni fra i maggiori brand del Made In Italy, il tutto in una città come Tashkent, piena di fascino e di irresistibili contraddizioni. Quest’avventura musicale in Asia Centrale mi ha permesso di conoscere e lavorare con colleghi italiani ed uzbeki di altissimo livello con i quali si è creato un forte clima di collaborazione che spero possa durare nel tempo».

Con quali canzoni del tuo repertorio hai infiammato il pubblico?

«I due brani che ho cantato, “Blue Jeans” di Lana Del Rey e  “Something’s got a hold on me” sono stati eseguiti magistralmente dall’Orchestra Sinfonica principale del Paese e ho avuto l’onore di condividere il palco con Afruza, una delle pop star Uzbeke più seguite fra i giovani. I duetti con Afruza mi hanno permesso non solo di conoscere una grande professionista, ma anche di entrare in contatto con mondi musicali e vocali diversi da quelli europei ai quali sono abituata, arricchendo il mio bagaglio artistico».

Come siete stati accolti?

«L’accoglienza che ci è stata riservata in Uzbekistan è stata a dir poco impeccabile: tutti si sono adoperati al massimo per permetterci di sentirci a casa e di svolgere il nostro lavoro nel migliore dei modi e sono stata particolarmente felice di notare come noi artisti italiani siamo considerati all’estero: un esempio di alta preparazione».

Cosa ti è rimasto di questa esperienza artistica?

«Un viaggio ed un concerto che mi rimarranno nel cuore e negli occhi per molto tempo, un'esperienza che mi ha arricchita tanto, sia dal punto di vista artistico sia da quello umano. Spero davvero di cuore che in futuro ci sia la possibilità di tornare ad esibirmi in questo splendido Paese e di poter di nuovamente immergermi nella sua cultura così variegata ed eterogenea».

 

Condividi su:

Seguici su Facebook