ONU saluta la leadership del Marocco nella lotta contro il terrorismo e apre ONUCT a Rabat

ONUCT lavorerà in stretta collaborazione con altre entità dell'ONU, in particolare con il Comitato Contro il Terrorismo (CTED), la Polizia ONU e l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC).

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 25/06/2021 in Dal Mondo da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine
Apertura a Rabat in Marocco l'Ufficio dell'ONU per la lotta contro il terrorismo e la formazione in Africa

In occasione dell'inaugurazione giovedì 24 giugno a Rabat della sede dell'Ufficio del Programma delle Nazioni Unite per la lotta contro il Terrorismo e la Formazione in Africa (ONUCT), il primo del genere nel continente africano, il Segretario generale aggiunto dell'ONU, Vladimir Voronkov, ha ringraziato il Marocco per il suo "sostegno indefettibile" ai lavori di questo centro destinato a rafforzare le capacità e le competenze degli Stati membri per combattere il flagello del terrorismo. "L'Ufficio del programma ci avvicinerà non solo ai nostri beneficiari, ma ci permetterà anche di usufruire dell'expertise e le conoscenze del Marocco e di altri Stati membri e organizzazioni della regione che hanno un'esperienza significativa nella lotta contro il terrorismo", ha sottolineato Vladimir Voronkov in un comunicato. 

Da parte sua, il capo del nuovo 

ONUCT, Carlos Monteiro Reis, ha espresso la sua gratitudine al Regno del Marocco per aver accettato di ospitare a Rabat la sede di tale Ufficio, notando che quest’ultimo ha già iniziato a elaborare programmi di formazione su misura alla polizia antiterrorismo e alla gestione della sicurezza delle frontiere. Ha inoltre spiegato che l'Ufficio lavorerà in stretta collaborazione con altre entità delle Nazioni Unite, in particolare con la Direzione esecutiva del Comitato contro il terrorismo (CTED), la Polizia delle Nazioni Unite e l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC). 

La Coordinatrice residente delle Nazioni Unite in Marocco, Sylvia Lopez-Ekra, ha detto che è evidente la scelta di Rabat, poiché "l'impegno del Marocco per la stabilità e la sicurezza del continente" si concretizza "attraverso un approccio globale e multidisciplinare, unendo aspetti economici, sociali e religiosi". 

In nome del gruppo degli ambasciatori africani accreditati a Rabat, l’ambasciatore del Camerun Mohammedou Youssoufù ha dichiarato che "il Marocco si è mostrato aperto alla condivisione della sua esperienza con gli Stati africani attraverso la firma di diversi accordi in materia di sicurezza e di scambio di informazioni". 

Per il Ministro degli Affari esteri del Marocco, Nasser Bourita, l'apertura di ONUCT a Rabat "s'iscrive naturalmente nella vocazione e nell'impegno del Marocco nei confronti dell'Africa sotto la guida illuminata di Sua Maestà il Re Mohammed VI. Essa conferma il ruolo del Marocco in quanto polo regionale, promotore di stabilità e di sicurezza in Africa". 

Oggi - dice Bourita - il terrorismo ha trovato casa in Africa, ci sono quattro grandi gruppi terroristici con una dozzina di gruppi affiliati attivi in oltre 25 paesi africani, che nel 2020 hanno perpetrato circa 7108 attentati che hanno causato 12519 vittime nel Sahel con un bilancio di 4250 morti, un aumento di 60% rispetto al 2019. 

 

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