Marocco spiega le ragioni della crisi in corso con Spagna

MAE Marocco: "La crisi non è legata al caso di un uomo (l'indagato Brahim Ghali). Non inizia con il suo arrivo né finisce con la sua partenza. È una storia di fiducia e rispetto reciproco spezzata tra Marocco e Spagna".

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 31/05/2021 in Dal Mondo da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine
Bandiera del Regno del Marocco

Alla base della crisi diplomatica in corso tra il Marocco e la Spagna c’è la questione del Sahara marocchino. È quanto si legge in una nota del Ministero degli Esteri di Rabat. 

Alla base della crisi, quindi, come afferma il Ministero degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini Residenti all’Estero (MAECAMRE), ci sono fini spagnoli ostili nei confronti del Sahara, causa sacra di tutto il popolo marocchino. 

La radice del problema è una questione di fiducia infranta tra i partner, sottolinea il Ministero sulla crisi tra i due Paesi. 

"La crisi non è legata al caso di un uomo. Non inizia con il suo arrivo né finisce con la sua partenza. È, prima di tutto, una storia di fiducia e rispetto reciproco spezzata tra Marocco e Spagna". 

Lo spiega il Ministero di Rabat riferendosi alla vicenda del ricovero in un ospedale spagnolo del capo del gruppo Polisario, Brahim Ghali, entrato con documenti falsi e tenuta nascosta al Marocco. "Si tratta, dunque, di un test per l’affidabilità della partnership tra i due Paesi". 

La crisi non può essere risolta solo con l’audizione di Ghali davanti al giudice spagnolo per le accuse di violenze che gli sono state mosse, insiste il Ministero, rilevando che le legittime aspettative del Marocco vanno al di là: "iniziano con un chiarimento inequivocabile dalla Spagna delle sue scelte, decisioni e posizioni". 

Per il Marocco, quindi, la vicenda di Ghali rispecchia la condotta del Polisario: "Il modo in cui è tornato in Spagna – con un passaporto falso, sotto falsa identità algerina e su un aereo presidenziale algerino – tradisce l’essenza stessa di questo gruppo" basato in Algeria. 

A tale proposito, osserva, "la politica del Marocco nei confronti della Spagna è sempre stata chiara", evidenziando che "durante la crisi catalana il Marocco non ha scelto la neutralità; fu tra i primissimi a schierarsi fermamente, chiaramente e con forza, dalla parte dell’integrità territoriale e dell’unità nazionale del suo vicino del nord. 

"La domanda è legittima: quale sarebbe stata la reazione della Spagna se una figura del separatismo spagnolo fosse stata accolta nel Palazzo Reale del Marocco? Quale sarebbe stata la reazione della Spagna se questa persona fosse stata ricevuta pubblicamente e ufficialmente dal suo alleato strategico, il suo importante partner commerciale e il suo vicino più prossimo al sud?" 

"Non abbiamo la memoria corta. Nel 2012, ad esempio, quando c’era stata una visita in Marocco di una delegazione economica catalana, il programma era stato modificato, su richiesta del Governo spagnolo, in modo che questa delegazione non fosse accolta ad alto livello e che ci fosse, durante tutte i colloqui, una presenza del rappresentante dell’Ambasciata di Spagna a Rabat". 

Il Ministero, inoltre, specifica che, nel 2017, la stessa coerenza era stata adottata quando il Marocco aveva rifiutato la richiesta di visita e incontro di un grande leader del separatismo catalano. 

Sostiene il Ministero degli Affari Esteri: "Il Marocco ha il diritto di aspettarsi niente di meno dalla Spagna. Questo è il principio stesso di un partenariato autentico". 

Sulla comparizione martedì 1 giugno, del Brahim Ghali dinanzi all’Alta Corte Nazionale spagnola è, certo, uno "sviluppo" di cui il Marocco prende atto. "In primo luogo, la sua comparizione  conferma quanto il Marocco aveva detto fin dall'inizio: la Spagna ha fatto rientrare consapevolmente nel suo territorio, in modo fraudolento e occulto, una persona perseguita dalla giustizia spagnola per denunce presentate da vittime di nazionalità spagnola e per atti commessi in parte sul territorio spagnolo". "Questa comparizione mostra poi il vero volto del gruppo Polisario incarnato da un dirigente che ha commesso crimini abietti, che viola, tortura, calpesta i diritti dell’uomo e commette atti terroristici", precisa la dichiarazione, aggiungendo che "questa comparizione sottolinea la responsabilità della Spagna verso se stessa, dato che le vittime del cosiddetto Ghali sono soprattutto spagnole". 

Inoltre, si tratta solo di denunce che sono state rivelate alla luce del sole. Senza le sofferenze di tutti i bambini, le donne e gli uomini che subiscono gli orrori del polisario. Il Ministero si è indignato per il trattamento disumano quotidiano del gruppo Polisario contro le popolazioni senza voce di Tindouf senza che sia fatta giustizia.

 

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