Sahara Marocchino e Stati Uniti. Principali raccomandazioni di esperti americani

Richiamata Algeria a contribuire alla soluzione politica del Sahara in quanto vera parte del conflitto. Solo così si può porre fine alle sofferenze delle popolazioni dei campi di Tindouf e ridurre minacce alla sicurezza

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 15/04/2021 in Dal Mondo da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine
Bandiere del Marocco e degli Stati Uniti d'America

Un gruppo di esperti di alto livello, riunito martedì 13 aprile una conferenza online organizzata dal centro americano "Republic -Underground", ha concluso una serie di raccomandazioni sulla base della Proclamazione americana che riconosce la sovranità marocchina sul Sahara e sulle prospettive di cooperazione tra Marocco e gli USA. 

All'incontro hanno partecipato Michael Flanagan, ex Congressman; Erik Jensen, ex capo della Minurso e rappresentante speciale del Segretario generale dell'ONU per il Sahara (1993-98); Richard Weitz, direttore del centro di analisi politico-militare dell'Hudson Institute; Elisabeth Myers, professoressa universitaria ed ex redattrice capo della rivista "Inside Arabia", e Nancy Huff, presidente dell’ONG americana "Teach the Children International", nonché dalla parte marocchina Ghalla Bahiya vicepresidente della regione Dakhla Oued Eddahab, e Mohamed Abba vicepresidente della regione Laayoune Sakia El-Hamra. 

 

Ecco le principali raccomandazioni della conferenza: 

 

- L’attuale amministrazione americana è chiamata a sostenere gli sforzi del Marocco volti a risolvere il conflitto del Sahara sulla base di una soluzione politica basata sul piano dell’autonomia, come unica soluzione a questa controversia regionale. 

- Avvio del Consolato americano a Dakhla per facilitare i contatti tra gli operatori economici locali e i loro omologhi americani. 

- Promozione degli investimenti e dell'aiuto americano allo sviluppo della regione, conformemente all'accordo di libero scambio tra Stati Uniti e Marocco. 

- Incoraggiare l’Algeria a contribuire efficacemente agli sforzi delle Nazioni Unite volti a pervenire ad una soluzione politica della controversia regionale sul Sahara marocchino e ad assumersi le proprie responsabilità in quanto vera parte del conflitto. Solo così si può porre fine alle sofferenze delle popolazioni dei campi di Tindouf, ridurre le minacce alla sicurezza e consentire l’integrazione e la cooperazione regionali nel Maghreb. 

- Gli Stati Uniti dovrebbero opporsi ad alcuni abusi del diritto internazionale e del principio di autodeterminazione volti a destabilizzare e frammentare Stati sovrani. Secondo il diritto internazionale, il principio di autodeterminazione non si applica al territorio del Sahara, che è geograficamente e storicamente parte integrante e integrale del Regno del Marocco e condivide le stesse caratteristiche etniche, religiose e culturali. 

- Rimediare alla catastrofe umanitaria nei campi di Tindouf, in territorio algerino, e facilitare il ritorno alla madre patria delle popolazioni sequestrate in questi campi. 

- Il Polisario dovrebbe essere ritenuto responsabile delle sue azioni destabilizzanti e provocatorie nella regione, così come l’Algeria per le sue responsabilità in quanto paese che ospita lo stesso Polisario. 

- Rafforzare la cooperazione triangolare tra il Marocco, gli Stati Uniti e Africa quale strumento efficace per contrastare la concorrenza delle grandi potenze nel continente africano. 

- L’amministrazione americana è chiamata a lavorare con il Marocco come voce moderata e progressista in Africa del nord e dell'ovest per far fronte alle crisi regionali urgenti, in particolare in Libia e nel Sahel. 

- Moltiplicare gli aiuti e gli investimenti americani nella regione del Sahara per sostenere lo sviluppo socioeconomico della popolazione locale. 

- sostenere gli sforzi del Marocco per far fronte alle minacce alla sua sicurezza e stabilità nazionale, nonché a quelle della regione.

 

 

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