Marocco. La Conferenza dei rabbini europei saluta l'impegno del Re Mohammed VI per la pace

L’organizzazione sottolinea che i Re del Marocco hanno sempre protetto le comunità ebraiche e ne hanno consentito lo sviluppo e l’influenza.

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 19/01/2021 in Dal Mondo da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine
Il 15 gennaio 2020, il Re Mohammed VI ha visitato la "Bayt Dakira" a Essaouira luogo importante per la conservazione della memoria giudeo-musulmana.

La Conferenza dei rabbini europei saluta "il coraggio politico del Re Mohammed VI e la sua azione permanente per la pace e la prosperità del Medio Oriente".

Considerando che il Sovrano "ha sempre favorito il dialogo tra ebrei e musulmani", la Conferenza dei rabbini europei ricorda che "la storia degli ebrei del Marocco è una storia unica e particolare nello scacchiere dei Paesi arabi".

L’organizzazione sottolinea che i Re del Marocco hanno sempre protetto le comunità ebraiche e ne hanno consentito lo sviluppo e l’influenza.

E aggiunge: "Anche se oggi la maggioranza degli ebrei non vive più in Marocco, il Marocco è ancora presente nel loro cuore e nella loro memoria", sottolineando che è stato sotto l’impulso del Sovrano e grazie alla sua tolleranza e apertura che sono stati ristrutturati i cimiteri ebraici, i sinagoghe e i quartieri urbani in cui una volta viveva la comunità ebraica.

"E’ anche sotto l’impulso reale che è stata lanciata una riforma scolastica in Marocco che include la storia e la cultura della comunità ebraica nei programmi scolastici", ha sottolineato la Conferenza dei rabbini europei, concludendo che solo attraverso l’istruzione delle giovani generazioni si può combattere ogni forma di razzismo e di antisemitismo.

 

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Il 15 gennaio 2020, il Re Mohammed VI ha visitato la "Bayt Dakira" a Essaouira luogo importante per la conservazione della memoria giudeo-musulmana. 

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