Aperta nuova era nelle relazioni tra il Regno del Marocco e lo Stato d'Israele (Dichiarazione congiunta)

Da precisare che non si tratta di "normalizzazione" con Israele o del cosiddetto "Accordo di Abramo", ma si tratta di ripresa di meccanismi di cooperazione bilaterale bloccati nel 2002

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 23/12/2020 in Dal Mondo da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine

Il Re Mohammed VI accompagnato dal Principe Ereditario Moulay El Hassan, ha ricevuto martedì 22 dicembre 2020 una delegazione statunitense e israeliana composta da Jared Kushner, consigliere principale del Presidente degli Stati Uniti d'America; Meir Ben-Shabbat, Consigliere per la sicurezza nazionale dello Stato di Israele; e Avrahm Joel Berkowitz, assistente speciale del Presidente degli USA e rappresentante speciale per i negoziati internazionali. 

Il Sovrano ha ribadito la sua piena soddisfazione per i risultati raggiunti il 10 dicembre 2020 con Donald Trump nel quale la Proclamazione presidenziale americana riconosce la marocchinità del Sahara e le misure annunciate per la ripresa dei meccanismi di cooperazione con Israele costituiscono sviluppi importanti per il rafforzamento della pace e della stabilità regionale. 

La questione palestinese era presente nell'udienza con la delegazione, infatti, il Re Mohammed VI ha ribadito la posizione coerente e costante del Regno del Marocco basata sulla soluzione di due Stati che vivono fianco a fianco, in pace e in sicurezza; i negoziati tra le parti palestinese e israeliana come unico mezzo per arrivare a una soluzione globale e definitiva; e l’attaccamento di Sua Maestà il Re in qualità di presidente del Comitato di Al Qods, alla salvaguardia del carattere musulmano della Città Santa. 

Al termine di questa udienza, il Capo di Governo marocchino Saad Eddine El Otmani, Jared Kushner e Meir Ben-Shabbat hanno firmato, davanti a Sua Maestà il Re, una Dichiarazione congiunta tra il Regno del Marocco, gli Stati Uniti d’America e lo Stato d’Israele che ha posto l'accento sull'apertura di una nuova era nelle relazioni tra il Regno del Marocco e lo Stato d'Israele. 

Da precisare innanzitutto che non si tratta di "normalizzazione" con Israele o del cosiddetto "Accordo di Abramo", ma si tratta di ripresa di meccanismi di cooperazione bilaterale bloccati nel 2002. 

Così il Regno del Marocco, gli Stati Uniti d’America e lo Stato d’Israele, facendo riferimento al colloquio telefonico che ha avuto luogo tra il Re Mohammed VI e il Presidente Donald Trump il 10 dicembre 2020, nonché alle rispettive dichiarazioni storiche pubblicate lo stesso giorno e alla dichiarazione del Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, accolgono con favore l’opportunità degli straordinari sforzi degli USA e della loro leadership, precisa la Dichiarazione congiunta firmata davanti al Re mohammed VI dal Capo del Governo marocchino Saad Eddine El Otmani, dal Consigliere principale del Presidente degli d’USA Jared Kushner e dal Consigliere alla Sicurezza Nazionale dello Stato d’Israele Meir Ben-Shabbat.

Il documento sottolinea inoltre la Proclamazione degli USA relativa al riconoscimento della sovranità del Regno del Marocco sul Sahara, stabilendo al contempo che "gli Stati Uniti riconoscono la sovranità marocchina sul tutto il territorio del Sahara occidentale e ribadiscono il loro sostegno alla proposta di autonomia seria, credibile e realistica del Marocco quale unica base per una soluzione giusta e duratura della controversia sul territorio del Sahara occidentale". 

Per facilitare i progressi nel conseguimento di tale obiettivo, i tre paesi stabiliscono inoltre che gli USA "incoraggeranno lo sviluppo economico e sociale con il Marocco compreso il territorio del Sahara occidentale, e a tal fine apriranno un consolato sul territorio del Sahara occidentale, a Dakhla, per promuovere le opportunità economiche e commerciali a favore della regione". 

Nella stessa dichiarazione, i tre paesi ricordano lo scambio di vedute che ha avuto luogo durante il suddetto colloquio tra il Re Mohammed VI e il Presidente Trump sulla situazione attuale in Medio Oriente, durante il quale il Sovrano ha ribadito la posizione coerente, costante e immutata del Marocco sulla questione palestinese, nonché la posizione espressa dal Re, nella sua veste di presidente del Comitato Al-Qods, sull’importanza di salvaguardare lo statuto speciale della città sacra di Gerusalemme per i tre religioni monoteiste. 

I tre paesi "riconoscono il ruolo storico che il Marocco ha sempre svolto per il ravvicinamento dei popoli e la promozione della pace e della stabilità in Medio Oriente, tenendo conto dei legami particolari che Sua Maestà il Re intrattiene con la comunità ebraica marocchina che vive in Marocco e in tutto il mondo, compreso Israele", aggiuge la Dichiarazione congiunta.

Si dicono consapevoli che l’instaurazione di relazioni diplomatiche complete, pacifiche e amichevoli è nell’interesse comune di entrambi i paesi e che contribuirà a far progredire la causa della pace nella regione, a rafforzare la sicurezza regionale e ad aprire nuove opportunità per l’intera regione. 

La Dichiarazione congiunta, si è conclusa di promuovere una cooperazione economica bilaterale dinamica e innovativa, di proseguire la cooperazione nei settori del commercio; della finanza e degli investimenti in materia di innovazione e tecnologia; aviazione civile; visti e servizi consolari; turismo; acqua, agricoltura e sicurezza alimentare; di sviluppo; energia e telecomunicazioni; e in altri settori che potrebbero essere definiti di comune accordo e procedere alla riapertura degli uffici di collegamento a Rabat e a Tel Aviv.

I tre paesi convengono di impegnarsi a rispettare pienamente le disposizioni della presente dichiarazione, a promuoverle e a difenderle e di convenire che ciascuna parte avrà pienamente onorato i propri impegni entro la fine di gennaio e che avranno individuate nuove azioni. Essi convengono inoltre di operare di conseguenza a livello bilaterale, regionale e multilaterale.

 

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