Algeria: Parlamento Europeo vota in un anno due risoluzioni su deterioramento libertà

Il PE chiede all'UE di mettere la situazione dei diritti umani al centro del dialogo con Algeri e chiede a SEAE l'elenco di altri casi specifici particolarmente preoccupanti per intervenire.

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 26/11/2020 in Dal Mondo da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine

Il Parlamento Europeo, riunitosi in seduta plenaria a Bruxelles, ha approvato questa sera, 26 novembre, una risoluzione d’urgenza che denuncia il deterioramento delle libertà in Algeria.

 

È la seconda volta in un anno che viene adottata con urgenza una risoluzione del Parlamento Europeo che invita l’Algeria a rispettare i diritti umani e a portare la comunità internazionale a testimoniare la grave situazione delle libertà in quel Paese.

 

La risoluzione adottata da 669 eurodeputati a favore e da soli 3 eurodeputati contrari, vale a dire quasi tutti i membri del Parlamento Europeo, condanna la repressione di attivisti e giornalisti per i diritti umani e denuncia il serraggio della sicurezza sulle libertà. 

Ricordando la risoluzione del Parlamento europeo del 28 novembre 2019 sulla situazione delle libertà e quella del 30 aprile 2015 sulla detenzione di attivisti e lavoratori per i diritti umani in questo Paese, nonché la relazione annuale dell’UE su diritti umani e democrazia nel mondo, pubblicato il 15 giugno 2020, il testo adottato oggi sottolinea che gli arresti politici e le detenzioni arbitrarie di attivisti pacifici dell’Hirak, dei sindacati e dei giornalisti, dall’estate sono avvenuti in violazione dei diritti fondamentali a un giusto processo.

 

Gli eurodeputati credono anche in questa risoluzione che

 

la censura, i processi e le pesanti sanzioni contro i media indipendenti, spesso accusati di complotto con potenze straniere contro la sicurezza nazionale, continuano a peggiorare e che le restrizioni, le misure di sicurezza introdotte per combattere la pandemia da Covid-19 hanno contribuito a rafforzare i controlli e sono utilizzate dalle autorità per restringere ulteriormente lo spazio civico, limitare il dissenso pacifico e ostacolare la libertà di espressione.

 

La risoluzione riguarda anche, nell’attuale contesto di repressione in Algeria casi di tortura nelle stazioni di polizia e nella direzione generale della sicurezza interna, DGSI, ad Algeri, nei confronti del prigioniero Walid Nekkiche.

 

In questo stesso contesto si fa riferimento alla detenzione arbitraria del giornalista Khaled Drareni per il solo motivo di aver seguito le manifestazioni legate a Hirak. I deputati affermano che da quando le proteste di Hirak continuano online a causa della diffusione del Covid-19, le restrizioni alla libertà di espressione e le limitazioni per i giornalisti sono state rafforzate, anche bloccando i siti web, censurando dei programmi televisivi, nonché con la detenzione e le molestie di giornalisti, funzionari dei media e manifestanti che esprimono le loro opinioni sui social media e la chiusura dei siti web di notizie.

 

La risoluzione ritiene che nel contesto del brutale restringimento dello spazio assegnato alla società civile, le autorità algerine stiano portando avanti un processo di revisione costituzionale dettato dal Governo, presumibilmente come parte dell’impegno assunto dal Presidente Tebboune, durante la sua investitura per costruire una nuova Algeria in reazione alle proteste di Hirak. Questo processo è ben lungi dal contare su di un massiccio sostegno da parte della società algerina ed è criticato dalle organizzazioni indipendenti della società civile in quanto viola gli standard internazionali in materia apertura, partecipazione, trasparenza e sovranità dei processi costitutivi. 

Gli arresti di massa di attivisti della società civile e giornalisti effettuati parallelamente hanno privato questo processo di revisione costituzionale di ogni legittimità agli occhi del pubblico. 

Nella loro risoluzione, gli eurodeputati condannano fermamente l’escalation di arresti e detenzioni illegali e arbitrarie e le molestie legali di giornalisti, difensori dei diritti umani, sindacalisti, avvocati, membri della società civile e attivisti pacifici in Algeria, che chiude ogni possibilità di dialogo politico sulla revisione costituzionale antidemocratica e ostacola l’esercizio delle libertà di espressione, riunione e associazione. 

Denunciato l’uso dell’introduzione di misure di emergenza nel contesto della pandemia Covid-19 come pretesto per limitare i diritti fondamentali del popolo algerino. 

Il Parlamento Europeo chiede nella sua risoluzione sulle autorità algerine di rilasciare immediatamente e incondizionatamente il giornalista Mohamed Khaled Drareni e tutti coloro che sono stati detenuti e accusati di esercitare il loro diritto alla libertà di espressione, sia in online o offline e libertà di riunione e associazione. 

 

Dalla risoluzione si aspetta che l’Unione europea ponga la situazione dei diritti umani al centro del dialogo con le autorità algerine e chiede al Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) di elaborare e redigere un elenco di casi specifici particolarmente preoccupanti e di riferire regolarmente al Parlamento sui progressi compiuti per trovare  soluzione. 

Il PE chiede inoltre al SEAE, alla Commissione europea e agli Stati membri di essere più risoluti in materia di rispetto dei diritti dell’uomo e dello Stato di diritto in Algeria, condannando senza ambiguità e pubblicamente le violazioni dei diritti dell’uomo, invitando le autorità a rimettere in libertà le vittime di detenzioni arbitrarie e a cessare di ricorrere in modo eccessivo alla detenzione provvisoria, chiedendo di avere accesso ai detenuti e osservando i processi di attivisti, giornalisti e difensori dei diritti umani e seguendo da vicino la situazione dei diritti umani in Algeria con tutti i mezzi disponibili. 

 

Il PE chiede all'UE di mettere la situazione dei diritti umani al centro del dialogo con Algeri e chiede a SEAE l'elenco di altri casi specifici particolarmente preoccupanti per intervenire. 

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