La donna stuprata da Radi in Marocco. "Difendo la mia dignità e respingo manovre politiche"

La donna stuprata da Radi in Marocco. "Difendo la mia dignità e respingo manovre politiche"

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 02/08/2020 in Dal Mondo da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine
Omar Radi

Due giorni dopo l’ascolto del giudice al giornalista Omar Radi, sospettato di stupro e di attentato al pudore con violenza avvenuto nella sede del giornale "Le Desk.ma", la querelante ha reagito ai vari attacchi. 

Venerdì, sulla sua pagina Facebook, la collega del giornalista ha respinto qualsiasi "teoria complottista infondata" che avrebbe avvicinato questa procedura al presunto bersaglio degli attivisti sulla base delle loro opinioni, o ancora un collegamento con il presunto caso di finanziamento estero, per il quale Omar Radi è oggetto di un’indagine preliminare. 

"Il caso è quello di uno stupro e di un attentato al pudore con violenza, che è un reato penale come previsto dalla legge e dai testi giuridici", afferma. 

La denunciante sottolinea che il suo "caso è lontano dal tema della libertà di opinione e di espressione", ma che "si tratta di una questione di dignità". 

"Il mio caso è quello di una donna che difende il suo diritto legittimo" di adire la giustizia quando si ritiene lesa, sottolinea ancora. 

"Ve lo dico, diffamatemi e combattetemi come volete, sostenete vostro fratello che ha ragione o torto, ma vi ricordo che la legge è al di sopra di tutti e che nessuno ha il diritto di rimettermi in discussione per aver voluto far valere il mio diritto", scrive ancora H.B.

La ricorrente sottolinea inoltre la sua intenzione di difendersi "da donna libera che protegge la sua dignità e i suoi diritti, di fronte a una società maschilista ingiusta, impulsiva, opportunista, repressa e sessualmente frustrata". 

Più in là, H.B. scrive di essere stata "vittima di un collega che ha abusato della sua fiducia, della sua simpatia e del suo sostegno per lui e per la sua causa".

Mercoledì scorso, dopo una nuova convocazione alla Brigata Nazionale di Polizia Giudiziaria (BNPJ), Omar Radi è comparso dinanzi al procuratore presso la Corte d’appello di Casablanca per questo nuovo caso. 

Arrestato il 29 luglio Radi sarà davanti alla Corte d'appello di Casablanca 23 settembre la prima udienza del secondo grado. 

L'accusa di arresto riguarda diversi reati: violenza e allo stupro a seguito di una denuncia di stupro presentata dal suo collega di lavoro del sito elettronico "Le Desk.ma"; Ricezione di fondi esteri (da fonti vicine ai Guardiani della Rivoluzione del regime d'Iran, Hizbollah di Libano e del regime siriano Bachar Al Assad), allo scopo di minare la sicurezza interna dello Stato; stabilimento contatti con agenti di uno Stato straniero (Olanda) per attentati alla sicurezza interna ed esterna del Marocco; evasione fiscale e omissione di dichiarare il proprio reddito, pari a migliaia di dollari, ricevuti dall'estero. 

 

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