Marocco. In manette per stupro spionaggio e evasione fiscale il giornalista Omar Radi

Marocco. In manette per stupro spionaggio e evasione fiscale il giornalista Omar Radi

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 01/08/2020 in Dal Mondo da Belkassem Yassine
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Belkassem Yassine
Omar Radi

Il giornalista marocchino Omar Radi è stato arrestato il 29 luglio per aver violentato una sua collega di lavoro, così si aggrava la sua situazione giudiziaria. 

Da qualche mese oggetto di indagini della polizia per spionaggio internazionale, un altro reato a cui è stato aggiunto quello di violenza sessuale e ricevimento di soldi non dichiarati dall'estero e l'evasione fiscale. 

Nel passato aveva guai con la magistratura in quanto in un suo tweet aveva definito nell'aprile 2019 il giudice Lahcen Tolfi "un carnefice senza dignità". 

L'accusa di arresto formulata riguarda diversi reati: violenza e allo stupro a seguito di una denuncia di stupro presentata dal suo collega di lavoro del sito elettronico "Le Desk.ma"; Ricezione di fondi esteri allo scopo di minare la sicurezza interna dello Stato e di stabilire contatti con agenti di uno Stato straniero per danneggiare la situazione diplomatica del Marocco. Evasione fiscale: dall'indagine è emerso che ha deliberatamente omesso di dichiarare il proprio reddito, pari a migliaia di dollari, ricevuti dall'estero. 

Proseguito il 26 dicembre 2019 in stato di arresto, il 31 dicembre 2019 ha beneficiato della libertà provvisoria. 

Il 17 marzo 2020 è stato condannato a quattro mesi di reclusione sospesa e una multa di 52 euro. 

Il Tribunale ha impugnato il verdetto, la cui udienza è prevista per il 23 settembre 2020. 

 

In tutte le fasi del processo, egli ha beneficiato di tutti i suoi diritti previsti dalla legge.

Non si tratta di censura o "negazione dei diritti d'espressione" come pretende qualcuno, "nessuno è sopra la legge" si dice in Marocco. 

Per quanto riguarda le accuse rivolte da alcune Ong a Rabat di violazione della libertà di stampa relativamente a questo caso, precisa il Ministero della Comunicazione che nell'anno 2019, su 252 pubblicazioni e giornali che hanno presentato domanda di deposito amministrativo, nessuna pubblicazione è stata censurata, vietata o ritirata. Le autorità hanno ricevuto 892 richieste per la creazione di siti elettronici. Nessun video è stato censurato, vietato o interrotto. Su 10 canali televisivi di cui quattro nazionali, cinque tematici, uno regionale e uno privato, nonché quattro stazioni nazionali, una radio tematica, undici stazioni radio regionali e diciannove stazioni radio private; non è stato registrato alcun caso di censura o divieto. 

Ad oggi 2740 tesserini stampa sono stati rilasciati dal Consiglio Nazionale della Stampa ai giornalisti, che esercitano le loro funzioni senza alcuna interferenza da parte delle autorità. Sono 91 i corrispondenti e cameraman di diverse nazionalità e continenti sono stati accreditati, in rappresentanza di 50 media stranieri.

 

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